Sicurezza
La blogger Giulia Buselli: «Io stregata dal mix di sacro e profano che anima Carrara»
Originaria della Versilia storica, dai social “promuove” la capitale del marmo
CARRARA. È originaria della Versilia storica – di Seravezza, per la precisione – ha dunque a portato di mano luoghi che mezzo Belpaese le invidia – pensiamo a Viareggio, prima stazione balneare d’Italia ma anche alla lussuosa Forte dei Marmi e a Pietrasanta-Piccola Atene – eppure nella sua attività di blogger dedica e ha dedicato, tempo, energia e competenze alla capitale del marmo e della scultura, che “promuove” dalla Rete. Un bene, “un regalo”, insomma, per Carrara. A Giulia Buselli – su Instagram @Giulsinbus e autrice di un blog, visitatrice “seriale” dei luoghi più ameni della Toscana Carrara piace. Molto. E Il Tirreno le ha chiesto il perché, visto che ultimamente ha dedicato molti suoi servizi al nostro territorio.
Può raccontare precisamente in cosa consiste la tua attività?
«La mia curiosità per i luoghi e la mia passione per il viaggio nasce quando ero bambina, poi, crescendo, ho avuto l’idea di utilizzare i social media per raccontare l’arte, la storia, gli eventi culturali e i monumenti. Il “trucco”, ma anche la cosa difficile, è farlo adoperando mezzi e linguaggi moderni che possano attirare l’attenzione degli utenti, soprattutto quelli più giovani. Perché i social sono uno strumento, e quindi non sono né buoni né cattivi, e possono essere usati in maniera costruttiva o distruttiva, come abbiamo visto nei recenti fatti tragici di cronaca»
Lei si occupa anche di attività di rievocazione storica, con vere e proprie giornate organizzate che rievocano la Resistenza o eventi della Seconda Guerra Mondiale. ..
«Per la rievocazione storica vale lo stesso discorso che stavamo facendo: sono eventi che facciamo tutti assieme, quindi quasi ludici nel modo in cui li viviamo, che però hanno aspetti multidisciplinari molto importanti, perché oltre alla storia dobbiamo ricercare anche cose come le uniformi e i mezzi. Ed è una grande emozione quando abbiamo l’occasione di confrontarci con chi quegli eventi li ha vissuti».
Nei suoi video racconta Carrara, Massa, la Lunigiana. Qual è la sua percezione del territorio apuano e Carrara, in particolare, secondo lei, cosa offre ai visitatori?
«Io sono di Seravezza, ma ho studiato a Massa, per cui, rispetto a Carrara, la conoscevo meglio e ho anche ricordi emotivi personali che emergono quando ne parlo e la visito. Carrara invece l’ho scoperta recentemente, e in positivo. Certo, moltissime cose che ha da offrire sono poco pubblicizzate, ma diciamo che questo le rende piena di cose da vivere attraverso tante belle sorprese. La cosa che mi ha colpita di più è la coesistenza che in città c’è tra sacro e profano: ci sono chiese, testimonianze di ordini cavallereschi e incisioni religiose in una strada, e poi monumenti a Gaetano Bresci e agli anarchici… è quasi disorientante. Allo stesso modo, il bellissimo palazzo dell’Accademia di Belle Arti contrasta con quello del Teatro che è pericolante, ed è qualcosa che, nel bene e nel male, colpisce molto».
Prossimamente partiranno una rassegna di incontri letterari con gli autori, ed ora è stata appena inaugurata la mostra di scultura diffusa White Carrara, pensa che dedicherà dei video a Carrara da pubblicare sui suoi canali social?
«Sicuramente sì, per altro credo che anche il dibattito su una statua in particolare della rassegna (quella dell’artista Mog, in piazza Alberica, che rappresenta l’organo genitale femminile, ndrc) può inquadrarsi in questa strana convivenza tra sacro e profano».
Insomma, da Carrara devono seguire il suo blog e il suo profilo Instagram per scoprire cosa pubblicherà...
«Direi di sì, c’è ancora molto che devo vedere in città e quindi prossimamente arriveranno aggiornamenti per tutti i miei follower».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
