Il Tirreno

Il caso

Carrara, gli trovano proiettili in casa e lui aggredisce i carabinieri

di Alessandra Vivoli
Carrara, gli trovano proiettili in casa e lui aggredisce i carabinieri

L’episodio durante una perquisizione. Tutto era nato dopo lo scontro fra bande giovanili: venne ferito il figlio diciottenne dell’uomo denunciato

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CARRARA. Una storia complessa, finita con una denuncia a piede libero per un idraulico di 45 enne: la chiusura delle indagini è arrivata nei giorni scorsi, l’uomo è assistito dall’avvocato Giusepe Ricciotti.

Una storia che prende le mosse da uno scontro fra bande giovanili e termina con una vera e propria aggressioni ai militari a seguito di una perquisizione in cui vengono rinvenuti, in una abitazione alla periferia della città, proiettili calibro nove e un unchaku (attrezzo usato nelle arti marziali) fabbricato artigianalmente.

Alla fine il 45 enne viene denunciato per resistenza e aggressione a pubblico ufficiale e detenzione di munizioni e oggetto atto ad offendere.

Ma procediamo con ordine, ricostruendo la complessa vicenda. Partendo dalla fine del febbraio scorso.

Lo scontro fra bande

Uno scontro fra bande giovanili lungo viale XX Settembre. E un giovane di diciotto anni che ha la peggio tanto che, a causa delle ferite riportate, trova rifugio in un locale della zona. Ed è qui che parte la telefonata al padre in cui spiega tutto quello che sta succedendo.

Il padre, l’artigiano (di professione fa l’idraulico) di 45 anni in pochi minuti raggiunge il figlio. E lo fa brandendo un coltello di 33 centimetri con una lama di 20.

L’uomo sventola il coltello all’impazzata: sul posto arrivano i carabinieri che non riescono a calmarlo. Anzi, continua a tenere stretto il coltello, avvicinandolo addirittura ai militare che cercano di riportare l’ordine. Quando sembra che sia necessario l’uso del teser, il 45enne giunge a più miti consigli e si ferma.

Questo primo episodio, siamo al 26 febbraio scorso, si chiude con una denuncia per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e porto illegale di arma (il coltello).

L’aggressione

A pochi giorni dall’episodio avvenuto lungo il viale XX Settembrei carabinieri predispongono nuovi accertamenti. Lo fanno per verificare, in termini di sicurezza e prevenzione, la presenza o meno di armi a casa dell’uomo.

È in questa circostanza che avviene il secondo episodio, l’aggressione a danno dei carabinieri.

Durante la perquisizione, infatti, vengono trovate munizioni (in particolare proiettili calibro nove) in un cassetto della cucina dell’uomo e, nella macchina un nunchaku artigianale con catena. Si tratta, in sostanza, di un oggetto utilizzato nelle arti marziali, un oggetto “atto ad offendere” come si leggerà poi in denuncia.

L’uomo, durante la perquisizione, dà in escandescenze e comincia ad aggredire i carabinieri (due finiscono all’ospedale con la prognosi di tre giorni).

Un brutto episodio che va avanti per alcuni minuti, in una escalation di violenza. Il 45enne, al culmine della rabbia incontrollata, colpisce con alcuni calci i militari urlando di non volere andare in caserma.

I carabinieri riescono a riportare la calma e l’uomo viene denunciato per detenzione di munizioni e aggressione a pubblico ufficiale.

La chiusura indagini

Due fatti collegati uno all’altro. Due episodi che avvengo a distanza di pochi giorni: il primo, lo ricordiamo, prende le mosse da uno scontro fra bande giovanili. L’idraulico 45enne era infatti intervenuto a difesa del figlio che, nello scontro avvenuto in viale XX Settembre, aveva avuto la peggio.

Proprio nei giorni scorsi è avvenuta la chiusura delle indagini a carico dell’idraulico carrarese.




 

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