La manifestazione
Carrara alla riscossa con White
La sindaca: «Carrara bellissima, con il vestito migliore». La kermesse proseguirà fino all’inizio di ottobre
CARRARA. Tanta gente per l'inaugurazione della tanta attesa manifestazione White Carrara, una rassegna che rappresenta il rilancio e la riscossa di Carrara.
La sindaca Serena Arrighi era accompagnata dall'assessore alla cultura Gea Dazzi, il curatore dell'iniziativa Claudio Composti e Cinzia Compalati dirigente della cultura e ideatrice della manifestazione; così ha scritto la prima cittadina sui social: «Ieri sera (sabato ndc) Carrara era davvero bellissima. Per l'inaugurazione di White Carrara il centro storico si è messo il suo vestito migliore e in tanti hanno voluto partecipare a quella che, con qualche giorno d'anticipo sul calendario, è stata una vera e propria festa di inizio estate. White Carrara ci accompagnerà fino ad ottobre con le sue magnifiche sculture, le sue mostre e tanto altro. Per tutto questo ci tengo a ringraziare i molti che in questi mesi hanno collaborato per arrivare a questo risultato». Artisti di fama sono stati coinvolti in questo progetto, giunto alla settima edizione, creando un percorso nel tessuto cittadino e attirando visitatori di altre città che non conoscevano ancora il fascino di una città votata alla bellezza pura del marmo. Il marmo magistralmente interpretato e omaggiato attraverso la visione artistica per Still liv(f)e di Seri Barnils, Mattia Bosco, Stefano Canto, Michelangelo Galliani, Mog, Mikayel Ohanjanyan e Davide Quayola. Attraverso la fotografia invece, sono stati invitati nell'interpretazione della scultura, per la mostra “Visioni plastiche” a Palazzo Binelli, i fotografi Bruno Cattani, Giacomo Infantino, Simon Roberts, Carolina Sandretto e Dune Varela. Tra le opere coinvolte, come già scritto sull’edizione di ieri, una ha generato tanta curiosità e alcuni episodi goliardici (come la dedica “A Silvio) la stele in Piazza Alberica di Mog, Morgana Orsetta Ghini, in cui è ritratto l’organo genitale femminile; abbiamo avuto modo di intervistare l’artista in occasione della kermesse.
Quali sono le sue considerazioni in relazione all'opinione pubblica che si espressa in merito alla scultura in Piazza Alberica per White?
«Positive, perché è un tentare di valorizzare una parte femminile che spesso viene nascosta, o fatta passare in un modo volgare o erotico, è vita è la nascita. L'idea di Composti di collocarla in quella piazza nasce dal rendere possibile per chiunque di vedere attraverso il taglio, Beatrice e le cave che danno vita a Carrara, proprio per esaltare un legame con il luogo, non è stata messa lì per provocare. Alcuni hanno fatto considerazioni sull'uso dei materiali, il granito rosa è una scelta voluta, il materiale forte e duro come messaggio, nella parte davanti è più liscia e delicata invitante all'occhio. La donna non è solo rosa ma presenta nel retroscena ciò che è la cronaca di oggi, violenza , femminicidio, strumentalizzazione. Ho voluto dare più risalto al messaggio che al materiale».
Un messaggio efficace e efficiente quello di Mog. Cosa pensa quale artista invitata a questa kermesse?
«Sono felice di tornare a Carrara, ho imparato all'Accademia a lavorare il marmo, mi ha fatto crescere. Tante persone sabato mi hanno fatto domande, un riscontro positivo anche con le donne che si sono sentite rappresentate. White ha creato un dialogo con le persone. Le edizioni passate si esaurivano in poche giornate invece ora è più lunga, fino al 1 ottobre».
Numnerosi gli eventi e le mostre collaterali, fra i quali “Materia Prima Seconda” di Mantica Project, in piazza Alberica di cui parliamo anche in altra pagina. La mostra rende omaggio alla bellezza, alla storia, alle tante opportunità che offre il marmo nel lavoro, nel riciclo, in una visione di riciclo e sostenibilità.
Inaugurata anche “The Language of Stones” presso Come Art Space in via Plebiscito a Carrara; in esposizione le opere di 14 giovani artisti provenienti da vari Paesi ma intimamente legati a Carrara, 12 dei quali studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
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