Lutto
Marco Casonato dal carcere: «La villa abbandonata preda di ladri acrobati»
Il proprietario della dimora: «Pronto a fare causa»
MASSA. Una villa abbandonata a se stessa, preda di «moltissimi furti, intrusioni varie, bracconaggio dei cinghiali e dei cerbiatti e daini che si stavano trasferendo nel parco, per ora mancano gli orsi». Colpa, dice, di chi «ha tenuto sotto sequestro la villa fino al 2023».
Stiamo parlando di Villa Massoni costruita nella seconda metà del XVI secolo e poi comprata dai Duchi della città e adibita a compiti di rappresentanza, feste e cerimonie. Chi parla, o meglio, chi scrive, dal carcere, è il proprietario Marco Casonato, condannato per l’omicidio del fratello (lo ha investito con l’auto davanti casa) .
Dalla sua cella, ha scritto una lettera puntando il dito contro lo stato in cui si trova adesso la dimora. «Qualcuno si chiederà come mai la villa, dopo che io e il mio povero fratello la stavamo sistemando, ora è nuovamente in parte abbandonata. L’erba e l’edera sono ricresciute come sul castello della bella addormentata. Esistono due fattori che il cittadino massese non sa, sarà bene dirglielo», si legge.
Fino alla sentenza che ha annullato il sequestro, ricostruisce l’ex professore di psicologia, la villa era affidata a un custode giudiziario. In quel periodo ci sarebbero stati, dice Casonato, «molti furti di ladri e ladri acrobati, ed intrusioni di teppisti». L’ex custode giudiziario, contattato dal Tirreno, chiarisce però che, in quel periodo, «non ci sono stati furti, che mi risulti. Se qualcuno li ha denunciati ha compiuto un reato perché sarebbe spettato a me. Ci sono state sì delle intrusioni e ho provveduto, nonostante fossi un custode senza portafoglio, quindi senza soldi da utilizzare, a mettere in sicurezza i beni. I marmi di pregio, ad esempio, sono stati tutti spostati».
Ma il peggio, secondo Casonato, sarebbe accaduto dopo.«Terminato il periodo dei sequestri contemporanei permaneva il sequestro probatorio incomprensibilmente di tutta la villa disposto dalla procura in funzione delle indagini in corso per la tragedia di mio fratello».
In quel periodo «ci sono stati moltissimi furti (i carabinieri e la polizia hanno le relative denunce: non hanno mai trovato nessuno) , intrusioni varie, bracconaggio dei cinghiali e dei cerbiatti e daini che si stavano trasferendo nel parco (con indagini dei carabinieri forestali) . Per ora mancano gli orsi. Molteplici furti in casa regolarmente denunciati attuati anche da “scalatori” che si sono arrampicati dalla canala dell’acqua piovana». Casonato si dice pronto a intraprende un’azione legale contro chi, secondo lui, si doveva prendere cura della villa.
Intanto, il 16 giugno, la Sovrintendenza farà un sopralluogo nel parco della dimora per capire se e come può essere recuperata.
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