Italia
Lavoro, per Agrolab c'è un accordo tra società e sindacati
Il sito sarà ridotto ma non scomparirà, intesa economica per chi perde il posto
CARRARA. Dopo una trattativa estenuante durata mesi, c’è l’accordo per la vertenza Agrolab Ambiente, la società di analisi chimiche che ha sede legale a Nazzano, che appartiene al cosmo della holding tedesca Agrolab Group, e che – prima che comparissero le nubi – impiegava 63 dipendenti. Tutto è cominciato con l’annuncio – da parte degli alti vertici – di una procedura di mobilità per 34 dipendenti.
Ieri era l’ultimo giorno utile per trovare un accordo tra sindacati e società. E la stretta di mano è arrivata. Guardiamo il bicchiere mezzo vuoto: molti posti di lavoro si sono liquefatti, 17 di 34 dipendenti coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo se ne sono andati volontariamente prima che giungesse l’accordo; di questi, altri 12 perderanno il posto di lavoro. Guardando il bicchiere mezzo pieno, c’è da dire che Agrolab Ambiente resta a Carrara: la società non dismette, non se ne va, anche se il sito sarà decisamente ridimensionato e – soprattutto – sparirà il laboratorio di analisi, il “cuore” pulsante dell’attività; tra la dismissione e il ridimensionamento, che non si nega sia molto pesante, c’è però una differenza: se partisse la grande partita delle bonifiche apuane, chissà, forse i tedeschi di Agrolab Group potrebbero decidere di tornare a investire in loco. Per 12 dei 17 lavoratori che non saranno ricollocati si è trovato un accordo economico che almeno per un po’ darà loro respiro.
Ieri – al tavolo online della trattativa – c’erano le rappresentanze della società, i sindacati, la sindaca Serena Arrighi, l’assessora regionale all’impiego Alessandra Nardini. L’accordo prevede: il ricollocamento di cinque dipendenti, tre con la qualifica di campionatori e due con il profilo Crm, ovvero addetti alle certificazioni; restano loro e i dipendenti amministrativi. Per chi non sarà collocato arriverà un quantum economico: non pesante quanto il beneficio dell’auspicabile cassa integrazione perché su questa ipotesi la società non ha lasciato margini di contrattazione.
«Abbiamo cercato di minimizzare l’impatto – commenta l’assessora regionale Nardini – E il fronte compatto Comune-Regione ha portato al risultato: ha pagato la capacità di tenere la trattativa, grazie ai sindacati». «Siamo riusciti a minimizzare l’impatto delle decisioni unilaterali dell’azienda – commenta il segretario generale della Cgil apuana Nicola Del Vecchio – Dopo una trattativa faticosa, anche grazie all’impegno dell’assessora Nardini e della sindaca Arrighi, si è riusciti a giungere a un accordo». «Si tratta di un accordo soddisfacente, arrivato dopo lunghe trattative», sono le parole di Arrighi. «La rigidità dell’azienda – chiude Sebastiano Salaro, segretario generale della Filcams Cgil apuana – non ha permesso di fare di più. Spiace, soprattutto, per la chiusura del laboratorio», perché il mantenimento di esso, sì, che sarebbe stata una vittoria.
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