Il Tirreno

Economia

Lavoro, per Agrolab c'è un accordo tra società e sindacati

di Giovanna Mezzana
Un presidio dei dipendenti di Agrolab davanti alla sede apuana di Confindustria Livorno e Massa-Carrara
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Un presidio dei dipendenti di Agrolab davanti alla sede apuana di Confindustria Livorno e Massa-Carrara

Il sito sarà ridotto ma non scomparirà, intesa economica per chi perde il posto

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CARRARA.  Dopo una trattativa estenuante durata mesi, c’è l’accordo per la vertenza Agrolab Ambiente, la società di analisi chimiche che ha sede legale a Nazzano, che appartiene al cosmo della holding tedesca Agrolab Group, e che – prima che comparissero le nubi – impiegava 63 dipendenti. Tutto è cominciato con l’annuncio – da parte degli alti vertici – di una procedura di mobilità per 34 dipendenti.

Ieri era l’ultimo giorno utile per trovare un accordo tra sindacati e società. E la stretta di mano è arrivata. Guardiamo il bicchiere mezzo vuoto: molti posti di lavoro si sono liquefatti, 17 di 34 dipendenti coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo se ne sono andati volontariamente prima che giungesse l’accordo; di questi, altri 12 perderanno il posto di lavoro. Guardando il bicchiere mezzo pieno, c’è da dire che Agrolab Ambiente resta a Carrara: la società non dismette, non se ne va, anche se il sito sarà decisamente ridimensionato e – soprattutto – sparirà il laboratorio di analisi, il “cuore” pulsante dell’attività; tra la dismissione e il ridimensionamento, che non si nega sia molto pesante, c’è però una differenza: se partisse la grande partita delle bonifiche apuane, chissà, forse i tedeschi di Agrolab Group potrebbero decidere di tornare a investire in loco. Per 12 dei 17 lavoratori che non saranno ricollocati si è trovato un accordo economico che almeno per un po’ darà loro respiro.

Ieri – al tavolo online della trattativa – c’erano le rappresentanze della società, i sindacati, la sindaca Serena Arrighi, l’assessora regionale all’impiego Alessandra Nardini. L’accordo prevede: il ricollocamento di cinque dipendenti, tre con la qualifica di campionatori e due con il profilo Crm, ovvero addetti alle certificazioni; restano loro e i dipendenti amministrativi. Per chi non sarà collocato arriverà un quantum economico: non pesante quanto il beneficio dell’auspicabile cassa integrazione perché su questa ipotesi la società non ha lasciato margini di contrattazione.

«Abbiamo cercato di minimizzare l’impatto – commenta l’assessora regionale Nardini – E il fronte compatto Comune-Regione ha portato al risultato: ha pagato la capacità di tenere la trattativa, grazie ai sindacati». «Siamo riusciti a minimizzare l’impatto delle decisioni unilaterali dell’azienda – commenta il segretario generale della Cgil apuana Nicola Del Vecchio – Dopo una trattativa faticosa, anche grazie all’impegno dell’assessora Nardini e della sindaca Arrighi, si è riusciti a giungere a un accordo». «Si tratta di un accordo soddisfacente, arrivato dopo lunghe trattative», sono le parole di Arrighi. «La rigidità dell’azienda – chiude Sebastiano Salaro, segretario generale della Filcams Cgil apuana – non ha permesso di fare di più. Spiace, soprattutto, per la chiusura del laboratorio», perché il mantenimento di esso, sì, che sarebbe stata una vittoria.

 

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