Toscana
Addio a Gianluca cronista esemplare sempre al servizio della comunità
Il commosso ricordo del sindaco Valettini
AULLA. Lacrime e commozione nella chiesa di San Caprasio per l’addio al giornalista e nostro collega del Tirreno Gianluca Uberti, ma anche musica, perché aveva anche questa passione. E così, dopo la cerimonia funebre, molto partecipata, davanti alla chiesa sono risuonate le note di “In a forest” dei The Cure, prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero, dove, tra i suoi parenti, già riposano il padre, morto proprio dieci anni fa, e lo zio don Giorgio, scomparso poco più di un mese fa. Nello stesso cimitero c’è anche un altro collega del Tirreno, morto giovane, Roberto Ghinetti, colonna della cronaca della Lunigiana prima di trasferirsi a Pontedera, una colonna come lo era Gianluca.
Per tutta la cerimonia si è avvertito chiaro quanta stima e affetto ci fosse nella comunità per il cronista attento e appassionato, che sapeva essere preciso e professionale anche nella veste di addetto stampa della Società della salute. E di questo devono essere orgogliosi i familiari, pur in un momento così straziante, di aver contribuito a crescere una persona così sensibile e preparata. In tanti, come detto, si sono stretti attorno alla madre, alla sorella, alle nipoti, al cognato, agli zii e agli altri congiunti. Inconsolabile la madre.
Dal pulpito, don Lucio ha avuto parole di vicinanza cristiana. «Vi è sgomento oggi, condividiamo il dolore per un distacco così improvviso e lacerante - ha detto fra l’altro - la morte l’avvertiamo come nemica ma, come diceva San Francesco, ci è anche sorella. Lo stesso Gesù ha pianto per l’amico Lazzaro ed era angosciato prima di salire sulla croce. La morte ci sbatte in faccia la nostra precarietà, noi che ci pensiamo così padroni di noi stessi, e invece ci smentisce spudoratamente. Il vangelo di oggi ci dice che anche gli apostoli dubitavano, e anche noi a volte facciamo fatica a credere nella vittoria di Gesù. Però non vogliamo restare nel dubbio, vogliamo portare dentro di noi la fede, la speranza e la carità, e in particolare la speranza di una felicità eterna, la speranza che buca il muro della morte». E ancora, sempre il sacerdote: «Quando siamo uniti a Cristo nel battesimo, si alleggerisce l’angoscia: preghiamo per Gianluca, perché il Signore lo accolga. Con Cristo guardiamo al futuro, preghiamo per i familiari. E anche don Giorgio dal cielo preghi per lui».
A fine cerimonia, il sindaco Roberto Valettini ha detto fra l’altro: «Siamo increduli e addolorati per questo evento inaspettato, improvviso e grave. Tanti sono i ricordi che mi legano a Gianluca fin dall’inizio della sua professione, che ha sempre affrontato con onestà intellettuale e passione. Aveva una capacità speciale nell’individuare il cuore delle notizie, con acutezza e intelligenza. Sapeva essere pungente e tagliente, ma mai cattivo. Mostrava grande educazione e rispetto anche verso se stesso, mi sento di esprimere un sincero apprezzamento e gratitudine per il servizio svolto verso la comunità, ricordo ad esempio durante l’alluvione quando fu sia giornalista che volontario. La vita non è tolta, ma è mutata, e che questo sia motivo di conforto per chi ha fede; e sia comunque per tutti motivo di grande consolazione il fatto che, anche se breve, ha speso bene la propria vita». Apprezzamenti commossi anche da Riccardo Varese, storico presidente della Società della Salute: «In questi momenti ci accorgiamo come siamo fragili e impotenti. Di Gianluca non posso che ripetere quanto ho già detto, e cioé che era un professionista esemplare, di grande equilibrio, mi invitava a riflettere, aveva sempre le parole giuste. È un destino che dobbiamo accettare, ma di sicuro don Giorgio una mano gliela darà, a Gianluca».
Parole sentite anche della giornalista del Tirreno di Massa-Carrara Alessandra Vivoli per un «collega e amico che era la nostra voce e il nostro cuore in Lunigiana, con la sua schiettezza e il suo carattere a volte burbero ma con cui era facile entrare in sintonia. Non posso dimenticare - ha aggiunto - la dolcezza con cui parlava di sua mamma. Dentro il nostro giornale c’è stata anche l’anima e la forza di un ragazzo eccezionale». Proprio così, Gianluca Uberti per il Tirreno, ma soprattutto per la sua famiglia, è stato eccezionale, generoso, disponibile, sempre pronto ad attivarsi per il prossimo. Un cuore grande. E bella è stata anche la testimonianza dei suoi ex compagni del liceo classico Leopardi, che si sono ritrovati per salutarlo, insieme a tanta gente, a politici (fra cui i sindaci di Podenzana e Filattiera), sindacalisti, amici, persone comuni che hanno voluto far sentire alla mamma e ai congiunti tutto l’affetto e l’amore per Gianluca, persona speciale.
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