Sicurezza
Elezioni a Massa, prove di dialogo nel centrosinistra. Ancora gelo tra Persiani e Guidi
La vera partita sarà attirare il 40% di elettori che non sono andati a votare
MASSA. Tra destra e sinistra, ma più in quest’ultima, proseguono le trattative per accorciare lo scarso distacco tra i due candidati sindaco al ballottaggio. Grossomodo 1. 800 voti separano Ricci da Persiani, e la partita è tutta aperta, giacché oltre al primo partito, cioè quello dell’astensione, ci sono alla finestra i vari candidati sindaco rimasti esclusi al primo turno.
Nel centrosinistra è scattata l’operazione “Uniamo Massa”. Dopo l’invito al dialogo di Enzo Romolo Ricci, iniziano ad arrivare le prime aperture. Intanto da parte dei Repubblicani di Guido Mussi. Per l’edera la posizione resta la stessa di sempre, e cioè l’intesa basata su punti programmatici: «Siamo ben felici di collaborare -dice Mussi- ma dipende sempre dai programmi. Noi abbiamo già dato i nostri punti prioritari, non vogliamo imporre al 100% il nostro programma, per carità; ma se c’è convergenza ben venga la collaborazione». Dal Polo Progressista, invece, Daniela Bennati fa sapere che «non siamo ancora pronti a rilasciare una dichiarazione ufficiale». Il polo infatti, composto da Cinque Stelle, Unione Popolare e Massa città in Comune, si sta confrontando sul da farsi. Simile situazione anche nel gruppo di Cesare Maria Ragaglini, mentre non arrivano invece commenti da parte di Andrea Barotti. La partita quindi si gioca con i candidati sindaco rimasti fuori dal ballottaggio, ma non solo.
Quasi il 40% degli elettori non sono andati alle urne. C’è una grande fetta di elettorato da intercettare e a costoro si rivolge anche l’alleanza Verdi-Sinistra. Una nota stampa, firmata a quattro mani (Angelica Gatti, Maurizio Bonugli, Maria Chiara Bontempi e Luigi Germelli) , rivolta tanto agli elettori, ma anche a chi non è andato a votare, e che fa leva sulla possibilità, con Ricci, di avviare un cambiamento profondo sia nei contenuti che nei metodi di governo: «C’è da rompere l’isolamento e le divisioni a cui Persiani ha condannato Massa. Bonifica della Zona Industriale, salvaguardia delle acque potabili, trasporto pubblico più rispondente ai nuovi criteri di sopraggiunto traffico veicolare saranno possibili solo con la sinergia con il Comune di Carrara, con la Provincia e con la Regione Toscana». Per questo, «non possiamo che auspicare che la cittadinanza colga questa occasione per mostrare come Massa sia un’altra cosa rispetto a quello che abbiamo visto in questi ultimi cinque anni», concludono i rappresentanti della lista Alleanza Verdi Sinistra.
Se nel centrosinistra qualcosa si sta muovendo, nel centrodestra la situazione sembra essere apparentemente in stallo. Dopo il “no grazie” di Francesco Persiani alla proposta di Fratelli d’Italia per un apparentamento, ieri non sono arrivate repliche dal partito di Giorgia Meloni. La partita, almeno all’apparenza, sembra congelata e il centrodestra rimane diviso e non più solo in due blocchi. Perché se la proposta apparentamento da un certo punto di vista ha una sua logica -cioè fare il primo passo, e magari poi scaricare sull’altro la “colpa” di tenere divisa la coalizione- ebbene questa sottigliezza se non è compresa, sicuro non è accettata da vari civici di centrodestra. Antonio Cofrancesco di Massa Futura, e poi Stefano Benedetti, candidati con Guidi, sono intervenuti criticando duramente Fratelli d’Italia. Perché secondo i due, che usano grosso modo parole analoghe, andare a chiedere l’apparentamento dopo tutto quanto detto e successo significa perdere del tutto la faccia davanti agli elettori, chiudendo pertanto a qualunque ipotesi, almeno da parte loro, di riavvicinamento all’ex.
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