Attenzione
Lunigiana, si sente male al dancing e muore
Aulla, inutili i tentativi di due volontari per rianimare un 85enne di Bagnone
LICCIANA MONTI. Si era recato in un locale – dove si mangia e si balla – per trascorrere una serata piacevole: ma quel tragitto verso il dancing per lui è stato l’ultimo compiuto.
È sabato sera e Ferdinando Davini, un anziano ottantacinquenne originario di Bagnone, va in un locale di Monti di Licciana che oltre a offrire della buona cucina è anche sala da ballo; secondo quanto raccolto, lui è lì non tanto per cenare quanto per passare qualche ora gradevole ballando.
Sempre secondo le testimonianze di chi era presente, Ferdinando Davini comincia a ballare. Poi a un certo punto si ferma e si siede. Forse è stanco, forse ha bisogno di fare una sosta. E invece no, Ferdinando ha un malore: è andato in arresto cardiaco.
Il locale è a norma per ogni aspetto che riguarda la sicurezza degli ospiti: c’è un Dae, ovvero il dispositivo medico che consente di fare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore.
Nel locale si fanno avanti due persone, sono due volontari e sono dunque perfettamente in grado di utilizzare correttamente quel dispositivo salva-vita.
Soccorrono l’anziano, lo sottopongono a un massaggio e, come si suole dire, lo de-fibrillizzano.
Intanto è stato dato l’allarme: e arrivano gli operatori dell’emergenza-urgenza; l’automedica è giunta da Aulla: c’è il medico e c’è l’infermiere, che adesso possono prendersi cura dell’anziano.
I professionisti del soccorso continuano il massaggio e provano a sottoporlo ad altre scariche perché il suo cuore torni a battere, ma l’operazione, purtroppo, non va a buon fine.
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