Il Tirreno

Amministrative 2023

Comunali a Massa, è Tarantino il candidato più votato. Consiglio comunale: ecco chi potrebbe entrare e chi no

di Melania Carnevali
Nella foto partendo da sinistra Daniele Tarantin, Elena Mosti, Marco Amorese e Giovanna Santi
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Nella foto partendo da sinistra Daniele Tarantin, Elena Mosti, Marco Amorese e Giovanna Santi

Gli ex consiglieri dem fanno incetta di preferenze. Nella Lega vola Mangiaracina. Tutte le preferenze

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MASSA. Ecco i re delle preferenze di queste elezioni amministrative a Massa e quindi anche i possibili consiglieri comunali. Certo, molto dipenderà dell’esito del ballottaggio, ma qualche ipotesi si può fare.

Si può ad esempio ipotizzare che uno dei posti in consiglio (se non addirittura in giunta, nel caso vinca il centrosinistra) verrà occupato da Daniele Tarantino, imprenditore di 30 anni, presidente di Confimpresa Massa-Carrara e consulente per la sicurezza al ministero della salute e delle infrastrutture e della mobilità sostenibile. Era candidato con il Pd, che è stata anche la lista più votata con il 16,4%, e ha preso voti. Il secondo più votato è Giovanna Santi, volto storico del Pd (700 voti). C’è poi l’immancabile Giovanni Giusti (691 voti), detto il Gioietta, lo storico campione di preferenze, un passato in Democrazia repubblicana, poi nella Margherita e infine nel Pd partito che ha poi lasciato per passare dall’altra parte della barricata, cioè nella lista civica a sostegno di Persiani nella quale sono confluiti anche altri ex democratici, ex comunisti, pure quelli di Azione. 

Nella lista civica in sostegno a Ricci, i più votati sono stati Ivo Zaccagna, referente degli alluvionati (342 voti), e Dina Dell’Ertole, ex consigliera comunale, unica candidata iscritta a Italia Viva (201).

Passando alla Lega, due i nomi dati per certi in consiglio. Quello di Francesco Mangiaracina, l’ex leader di Forza Nuova folgorato sulla strada del Carroccio e chiamato dall’ex sindaco Persiani a capo del consiglio di amministrazione di Area spa, la partecipata del Comune che gestisce l’area retroportuale e la logistica dell’Interporto (656 voti), e Filippo Frugoli, l’ex consigliere comunale finito nella bufera per un post in cui aveva insultato l’ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini accusandolo di aver «ucciso una marea di persone» e di aver ammesso «di essere un brigatista rosso» (472 preferenze).

In Fratelli d’Italia, sono in tre ad avere possibilità: l’ex capogruppo in consiglio Massimo Evangelisti (473 voti), Bruno Tenerani (374) e Sara Tognini (335).

Ha preso 348 voti invece l’ex deputato Fabio Evangelisti candidato con una sua lista in appoggio o Ricci. Altri 301 voti li ha presi l’ex consigliere Antonio Cofrancesco, di Massa Futura, lista in appoggio a Marco Guidi. Anche lui ha poche possibilità di rientrare.

Non entrerà invece sicuramente Giulio Milani, l’editore no-vax, candidato con Massa Insorge, balzato alle cronache per lo schiaffo a Conte, o «buffetto pedagogico» come lo ha chiamato lui. Ieri era ad appena 47 voti. 

 

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