Gioco
«Voi siete matti», scacchista dà in escandescenze durante la partita: scortato fuori dai carabinieri
Secondo il giudice «il tesserato ha tenuto una condotta di particolare gravità». L’uomo non voleva allontanarsi da una postazione. Sospeso per 90 giorni
CARRARA. «Voi siete matti», diceva al giudice che cercava di allontanarlo dalla scacchiera. Prima indicandolo con il dito battuto sulla tempia e poi verbalmente. «Siete tutti matti», ripeteva. E quando il giudice si è avvicinato per dirgli che la sua partita era stata sospesa, che lui era stato espulso e che quindi doveva andarsene, ha dato in escandescenze, ha iniziato a imprecare contro gli ufficiali di gara e a gridare «io da qui non esco». Alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri per portarlo fuori. È quanto successo durante un torneo internazionale di scacchi a Imola. Protagonista un dirigente carrarese che alla fine è stato sospeso da tutte le gare per novanta giorni.
Lui, quel giorno, stava disputando una partita contro una donna nel torneo B. Dopo aver mosso, si è alzato per andare a vedere una competizione del torneo A. Un giudice lo ha inviato a tornare al suo posto e lui ha gli dato del matto. Prima, appunto, mimandolo poi dicendolo verbalmente. È arrivato un secondo giudice. Anche lui ha chiesto al giocatore di sedersi. Lui ha ripetuto «ma voi siete pazzi». A quel punto il giudice, il secondo, gli ha comunicato che la sua partita era stata interrotta con il risultato di uno a zero a favore dell’avversaria e che lui era stato espulso dalla manifestazione. Lo hanno invitato a lasciare la sala ma lui si è rifiutato, più volte. Così sono stati chiamati i carabinieri che sono intervenuti e lo hanno scortato fuori. «Segnalo – si legge nell’atto del giudice sportivo nazionale – che durante lo svolgimento della manifestazione in altre due occasioni avevo dovuto invitare il giocatore ad abbandonare l’area di gioco in virtù del fatto che aveva terminato la sua partita e continuava a sostare all’interno della sala di gioco. Faccio poi presente che al termine di tutto gli ho comunicato che se avesse fatto le sue scuse al collega avrei ritirato la sanzione dell’espulsione ammettendolo in sala per l’ultimo turno: la sua risposta è stato “non mi interessa più giocare al torneo”».
Secondo il giudice «il tesserato ha tenuto una condanna di particolare gravità, rifiutandosi di ottemperare al legittimo invito degli arbitri di abbandonare la sala di gioco in cui si svolgeva il torneo magistrale (cui non partecipava), insultando per due volte gli ufficiali di cara e persistendo nel proprio atteggiamento fino a provocare l’intervento dei carabinieri». Da qui la decisione di sospenderlo per 90 giorni.
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