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Lapideo

Marmo, rimodulare le tariffe del marmo: la strada è bipartisan

Matteo Martinelli è stato promotore della mozione
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Matteo Martinelli è stato promotore della mozione

Una mozione punta a a far pagare di più i materiali pregiati.Nei nostri bacini sono presenti 20 qualità di marmi diversi il cui valori medi partono dai circa 100 euro a tonnellata dei marmi scuri fino ad arrivare ai 6.000 dei calacatta e statuari di prima scelta

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CARRARA. Intesa bipartisan sulla mozione dell’ex vicesindaco ed ex assessore al marmo, Matteo Martinelli, ora consigliere di opposizione dei Cinque Stelle, che ha trovato l’appoggio compatto della maggioranza sulla volontà di modulare diversamente la tassazione dei marmi carraresi, in sostanza con l’obiettivo di ottenere maggiori introiti dai prodotti più pregiati. Spiega lo stesso Martinelli: «Il documento che ho presentato al Consiglio comunale mira innanzitutto a recuperare una maggiore capacità di manovra e discrezionalità del Comune rispetto alla Regione, con riferimento alle tariffe da applicare al settore lapideo. Oggi è molto più fattibile alla luce delle recenti sentenze a favore di Comune e Regione. La normativa regionale si presenta infatti molto rigida e prevede l’applicazione della medesima aliquota al valore medio della produzione di ciascuna cava. Nei nostri bacini sono presenti 20 qualità di marmi diversi il cui valori medi partono dai circa 100 euro a tonnellata dei marmi scuri fino ad arrivare ai 6.000 dei calacatta e statuari di prima scelta. Quindi aziende che hanno a disposizione materiali di valore molto diverso tra loro sono tutte soggette alla medesima aliquota secca. Sarebbe utile inserire un meccanismo che permetta di far pagare di più, in proporzione, le aziende che hanno i materiali più pregiati e di meno quelle che hanno i materiali ordinari o di fascia più bassa».

E aggiunge: «L’altro aspetto, è quello ambientale. Una maggiore flessibilità della norma regionale permetterebbe al Comune, ad esempio, di ridurre il contributo per le aziende che preparino piani di coltivazione per scavare di meno o che presentino progetti volti a contenere in modo incisivo le ripercussioni negative sull’ambiente. Sono spunti che mi auguro possano essere approfonditi al più presto in commissione marmo al fine di preparare un documento da porre all’attenzione del Consiglio Regionale volto a migliorare l’attuale quadro normativo».

Sul fronte dell’opposizione, il testo è stato votato dallo stesso Matteo Martinelli e da Rigoletta Vincenti; ed è stato approvato anche dalla maggioranza; rispetto al testo originario, è stato inserito con emendamento che il concetto di tracciabilità è legato alla filiera corta. Insomma, un segnale forte.

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