Il Tirreno

La storia

Massa, poliziotti “angeli” corrono a sostegno di una anziana sola

di Alessandra Vivoli
Massa, poliziotti “angeli” corrono a sostegno di una anziana sola

Pronto intervento per confortare un’anziana sola in casa: «Mio figlio a letto con la febbre, mi hanno aiutata loro»

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MASSA. Le divise. E sotto il cuore. L’impegno, nelle grandi operazioni, nella lotta al crimine.

E la dedizione nelle cose quotidiane, quelle che di solito non finiscono sulle prime pagine dei giornali.

Questa volta, invece, abbiamo deciso di raccontare una storia “piccola” che vede protagonisti persone grandi: gli agenti della polizia di Stato. Così, senza personalismi, senza nomi e cognomi, perché in questa storia di tutti i giorni c’è lo spirito della polizia, tutta. E quella disponibilità a tendere la mano sempre, non solo quando si ha subito un furto, o quando si combattono i malviventi.

Questa, insomma è la vicenda di un “pronto intervento”. Contro la solitudine, contro la sensazione di non poter fare piccole cose, come un prelievo al bancomat, perché le gambe non sono più quelle di una volta.

E, insieme alla polizia, la protagonista di questa bella storia è Maria Eletta Belli, 78 anni, originaria di Pietrasanta ma da oltre cinquant’anni naturalizzata massese.

Maria Eletta racconta la sua storia. Non è una storia di abbandono, lei ha un figlio che si prende cura di lei. Ma, per un problema di salute il suo “ragazzo” l’altro giorno è rimasto bloccato a letto da una febbre alta.

Il resto lo sentiamo dalle sue parole. Parole di una donna che nella vita ne ha passate tante: dal lavoro in fabbrica, a soli 14 anni, fino agli acciacchi che adesso stanno condizionando la mia vita.

«Le gambe non sono più quelle di una volta, camminare è una fatica – racconta – Ma io sono una di quelle donne all’antica, mi piace avere nel borsello i miei soldini, non si sa mai cosa potrebbe succedere. Quando mio figlio mi ha detto che era a letto ammalato mi sono sentita persa. E ho fatto il numero delle emergenze».

A casa della signora Maria Eletta si presentano due poliziotti. Con un bel sorriso stampato sul viso e tanta disponibilità.

«Ho spiegato ai ragazzi il mio problema, loro sono stati gentilissimi – continua a raccontare la signora – Mi hanno prima di tutto tranquillizzata. Ho detto loro che mio figlio quel giorno aveva la febbre alta, che non era in grado di venire. E ho anche confidato loro il mio timore di non avere banconote nel portafoglio: se mi fosse successo qualcosa cosa avrei fatto? Ho chiesto se potevano accompagnarmi allo sportello del bancomat, da sola proprio non ce la faccio».

A quel punto i due poliziotti, con grande calma, hanno aiutato come prima cosa la signora Maria Eletta a controllare bene dentro la borsa e nel portafoglio hanno scoperto che la signora aveva cinquanta euro. Quindi poteva stare tranquilla, almeno fino al giorno dopo.

I due agenti non sono andati subito via, si sono fermati a chiacchierare e hanno cercato di rasserenare il più possibile la pensionata.

«Sono stati encomiabili – commenta la signora Belli che, ieri, ha risposto alla nostra telefonata accanto al figlio, che nel frattempo si è ripreso e come prima cosa è passato a trovarla – Non so davvero cosa altro aggiungere se non ringraziare, ancora una volta, la polizia».

«Io nella vita ne ho viste tante, ed è davvero difficile accettare che il fisico non è più quello di un tempo – continua – Sono una donna che ha sempre lavorato: ho cominciato a 14 anni, in fabbrica a Pietrasanta. A venti mi sono sposata e trasferita a Massa, qui è nato mio figlio. Sono sempre stata bene, ero una donna indipendente, giravo in macchina, non avevo bisogno di nessuno. Otto anni fa ho avuto una brutta caduta».

«Da quel giorno – continua la signora – non sono più stata bene. Adesso uscire di casa è diventata un’impresa. Ormai non lo faccio quasi più. Questi ragazzi, questi poliziotti, sono degli angeli».

Due storie in una storia. Quella di Maria Eletta, quella di due giovani poliziotti che non ci mettono neppure un minuto a andare in suo soccorso. Anche se si è trattato solo di rovistare bene nella borsa e tranquillizzare una anziana signora che senza la quotidiana visita del figlio si sente addosso tanta insicurezza.

Una storia piccola, quotidiana e finita bene. Restano le parole di ringraziamento. Quelle di Maria Eletta e del figlio, anche lui vuole fare un plauso ai poliziotti che hanno aiutato, tantissimo a livello morale, sua madre.

Una storia di divise, di vestaglie da camera. Di generazioni a confronto e di una umanità che travalica gli abiti. E di un sentimento, di una condivisione che rende quelle divise, il loro lavoro, ancora più prezioso.


 

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