Massa, aggredita nella sua auto da un ciclista di passaggio: «Mi ha anche insultata»
È successo sul lungomare. L’uomo ha preso a calci il mezzo poi l’ha afferrata al braccio: «Grazie a chi è intervenuto per fermarlo»
MASSA. Prima l’ha insultata, poi ha iniziato a prendere a calci e a pugni la sua auto, infine l’avrebbe anche afferrata al braccio, l’avrebbe stretta forte e strattonata. Tanto che alla fine le è rimasto anche un livido sul braccio. È l’episodio accaduto nei giorni scorsi sul lungomare di Massa. Vittima una donna di 30 anni che stava andando al lavoro con la sua auto.
Come sia nato il litigio, ancora non è chiaro. Sta di fatto che quando il ciclista si è avvicinato al suo mezzo, ha iniziato a inveire contro di lei dicendole che stava guidando con il telefono in mano. E giù di insulti a non finire.
In realtà, da una prima ricostruzione, pare che la donna stesse sì parlando al telefono ma con gli auricolari. Quindi era perfettamente in regola. Ma al di là del motivo che avrebbe scatenato la rabbia dell’uomo, sui cinquantanni, è la reazione che ha destato la preoccupazione di molti passanti. L’uomo si è infatti scagliato sull’auto della trentenne prendendola a calci e pugni. Non contento avrebbe anche afferrato il suo braccio direttamente dalla sua bici infilandosi quindi nell’abitacolo. La donna si è spaventata.
Sono intervenuti dei passanti che hanno fermato l’uomo e lo hanno mandato via. L’automobilista, sul momento, non ha potuto denunciare l’accaduto perché doveva correre al lavoro. Ma poi ha segnalato il fatto sui social.
«Al ciclista che stamattina sul lungomare mi ha urlata contro e insultata dicendo che guido distratta e al telefono (con auricolari) – scrive – con tanto di botti alla macchina) ma sopratutto alla gentil signora che ha visto solo una parte della scena e si è scatenata contro di me dicendo di avergli bloccato il passaggio con la macchina: pubblico questo (e allega le foto con i lividi, ndr) , credo lo avrebbe fatto chiunque dopo vari pugni alla macchina, insulti e persino mani addosso quando mi sono fermata. Non ho chiamato i carabinieri solamente perché avrei fatto tardi al lavoro e non posso permettermi questo “lusso”. Ringrazio - continua nel suo post pubblicato su Facebook - invece le altre persone che hanno avuto il buonsenso di bloccare il ciclista e di averlo mandato via».
Ovviamente il fatto ha suscitato lo sdegno di molti che hanno invitato la donna a denunciare.
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