Il Tirreno

Il caso

Aulla, i licei organizzano il dibattito “pro e contro” il 25 aprile e scoppia la polemica: «Così si delegittima»

AULLA. Una immagine del Comune (Municipio)
AULLA. Una immagine del Comune (Municipio)

Le classi si sarebbero dovute sfidare sul tema “Riteniamo non sia più opportuno celebrarlo come festività nazionale”. Ma alla fine si è deciso per l’annullamento

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AULLA. Un dibattito sul 25 aprile indetto dai licei di Aulla, sullo stile dei licei americani con le squadre divise tra pro e contro, ha destato numerose polemiche. In sostanza le classi avrebbero dovuto sfidarsi su un tema: “Noi riteniamo che non sia più opportuno che il 25 aprile venga celebrato come festività nazionale”. Il dibattito si sarebbe dovuto tenere nella sala consiliare del Comune. Non per caso usiamo il condizionale.

Iintorno a questa idea – che per molti è una “provocazione” – gli studenti avrebbero dovuto sfidarsi a colpi di argomentazioni retoriche. Un’idea che non è piaciuta a molti e che ha trovato eco (negative) anche sulla stampa nazionale. Lo sdegno e le critiche hanno portato alla sospensione ufficiale del dibattito da parte della preside. Pare che i Cobas volessero indire una manifestazione di protesta contro l’iniziativa.

La circolare

Ecco cosa c'è scritto nella circolare firmata dalla dirigente scolastica Silvia Arrighi: "Giovedì 27 aprile alle ore 10.05 gli studenti delle classi succitate, accompagnate dai docenti in orario, si recheranno nella sala Consiliare del Comune di Aulla per partecipare al dibattito sul topico 'Noi riteniamo che non sia più opportuno che il 25 aprile venga celebrato come una festività nazionale', animato da una squadra mista di alunni dei tre lunigianesi. Al termine dell'attività, presumibilmente intorno alle ore 12, si farà rientro in classe per completare l'orario curricolare". 

La reazione

Sull’inopportunità di trattare un tema del genere in questo modo si è espresso Paolo Sordi, ex capogruppo della maggioranza consiliare. «Premesso che in teoria si può discutere di tutto, non occorre molta intelligenza per capire che ci sono domande sciocche o stupidamente provocatorie come questa sul valore del 25 aprile. Se si proponesse di discutere sul tema "Gesù è morto di sonno?", non occorrerebbe essere credenti o non credenti per capire che è una domanda stupida. Se si ponesse la domanda "È giusto sterminare gli Ebrei?", si capirebbe subito che è una domanda infame. Se si ponesse la domanda "È positivo il fatto che gli alunni picchino i professori?, è chiaro che si tratterebbe di una sciocca provocazione. Lo stesse considerazioni valgono sul mettere in discussione il 25 aprile, una festa civile e nazionale  che ricorda la liberazione dal fascismo. Porre quella domanda non significa aprire una discussione sulla storia d’Italia ma delegittimare i valori alla base della nostra Costituzione tentando di riabilitare il fascismo».

La difesa

In difesa dell’iniziativa, anche se poi sospesa, è intervenuta una delle professoresse del liceo classico di Aulla “Leopardi”, Manuela Schiasselloni. Il topico del dibattito che ha destato polemiche è stato posto dai colleghi come se si trattasse di un referendum abrogativo di quella data. Una data che significa conquista di libertà, pacificazione, democrazia, riscatto. Non credo occorra ribadirlo. Le due squadre che si confronteranno sosterranno le tesi pro / contro nell'ottica di approfondire il valore di questa data. Punto e basta. Il resto sono solo sterili, pretestuose, ignoranti polemiche». 

E anche il sindaco Roberto Valettini ha provato a mettere a fuoco diversamente la questione: «Al fine di evitare e prevenire strumentalizzazioni significo che leggo una comunicazione dei licei di un “debate”sull’importanza ed il valore del 25 aprile,secondo la tecnica tipica del dibattito,di partire da una critica per avere la massima valorizzazione. I nostri studenti hanno avuto premi e riconoscimenti per le loro capacità,in questo esercizio; ovviamente la comunicazione del liceo va compresa nello spirito,negli intendimenti e nelle finalità che sono assolutamente di apprezzamento e di valorizzazione del significato del 25 aprile e dell’importanza fondamentale della Resistenza per la costituzione della nostra Repubblica».

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