Il Tirreno

Il caso

La testimonianza choc a cena: «Papà mi tocca». L’uomo adesso è indagato

di Melania Carnevali
La testimonianza choc a cena: «Papà mi tocca». L’uomo adesso è indagato

Il piccolo, al giudice, ha confermato la storia che aveva raccontato alla madre. L’uomo è già stato condannato per essersi presentato in caserma con un martello

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CARRARA. Lo ha raccontato una sera a cena. Erano tutti seduti al tavolo, lui, la mamma, il compagno, e stavano parlando di tutt’altro. «Papà mi ha toccato», ha detto di punto in bianco. Loro si sono girati di scatto verso di lui, hanno posato la forchetta. «Cosa vuoi dire?», ha chiesto lei. E così è iniziato il racconto, una storia di presunti abusi del padre verso il figlio, che sarebbero accaduti nella casa in cui, fino a pochi mesi prima, vivevano insieme.

Anche la madre, dopo la separazione, era stata vittima di violenza da parte dell’uomo. Mesi di minacce e insulti. Ha subito a lungo prima di decidersi a denunciarlo. D’altronde era, ed è, il padre di suo figlio e un bimbo - ha pensato lei - ha bisogno del padre. Lo ha fatto nel novembre del 2021. Quel giorno le minacce arrivate via sms sembravano più di semplici minacce, sembravano l’annuncio di un gesto imminente, e soprattutto non riguardavano solo lei ma anche quel figlio piccolo che stava cercando di proteggere in tutti i modi dal male. È uscita in piena notte di casa ed è andata a chiedere aiuto ai carabinieri di Carrara. Lui, l’ex marito, non ha esitato a seguirla anche lì. È entrato di forza dentro la caserma con un martello nascosto sotto la giacca gridando vendetta per un torto mai subito. Un fatto per cui l’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Del Papa, è stato prima denunciato per minacce, resistenza a pubblico ufficiale e porto di arma impropria, poi, un mese fa, condannato a un anno e sei mesi. Da quel giorno non ha più potuto avvicinarsi né alla moglie né al figlio.

Sono dovuti trascorrere però altri mesi, otto per la precisione, prima che emergesse la nuova accusa. Il piccolo ha raccontato di essere stato toccato ripetutamente nelle parti intime dal padre, mentre dormiva. Il tutto sarebbe andato avanti per oltre un anno, da quando lui ne aveva nove a quando ne avevi dieci.

Martedì pomeriggio, in tribunale, si è tenuto l’incidente probatorio durante il quale è stato ascoltato. Il bimbo era in una stanza protetta insieme al giudice, Dario Berrino, e a una psicologa, mentre il pubblico ministero Elena Marcheschi e gli avvocati (quello della famiglia è Francesco Barsotti) assistevano in audiovisione in un’altra stanza. Il perito aveva ritenuto infatti che il bimbo fosse attendibile e in grado di sostenere il confronto. Il giudice ha poi restituito gli atti al pubblico ministero che dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Da quello che emerge la Procura sembra più orientata per il processo. L’uomo è indagato per violenza sessuale.
 

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