Il Tirreno

Il lutto

A Carrara l’addio a Maria Dea Damasseno, storica e amata prof del Marconi

A Carrara l’addio a Maria Dea Damasseno, storica e amata prof del Marconi

Era la mamma della nostra collega Giovanna Mezzana, aveva 76 anni

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CARRARA. È venuta a mancare dopo un periodo di malattia la professoressa Maria Dea Damasseno, l’amata madre della giornalista e collega Giovanna Mezzana. Nata nel 1947 a Saluzzo in provincia di Cuneo, dopo il diploma di scuola magistrale si era trasferita assieme alla famiglia a Carrara, città scelta dal padre, Ugo, medico condotto e uomo di origini aristocratiche.

Maria Dea si iscrive al Magistero di Genova. È ormai il ‘68 e vive quegli anni con passione e partecipazione, ascoltando nei corridoi dell’ateneo ligure le canzoni di un altro giovane: Fabrizio De André. Qui conosce Marco Mezzana, compagno di università e – una volta laureati – si sposano; poi nasce Giovanna. Successivamente le loro strade si dividono ma manterranno sempre un rapporto di grande stima e affetto, reciproci, fino all'ultimo giorno.

Mara Dea inizia a insegnare giovanissima, a 22 anni, prima in Lunigiana e poi entrando di ruolo al liceo scientifico di Carrara, con la cattedra di italiano e latino. Insegna per una vita intera, fa la vicepreside, e dagli Anni ‘70 è un modello per molte studentesse; per la sua inconfondibile "erre moscia", per quei suoi foulard usati come copri-capo, per i suoi valori legati alla Sinistra e al Femminismo.

Con lei si diplomano tanti studenti carraresi che oggi sono affermati professionisti: medici del Monoblocco e del Noa, medici di famiglia, veterinari, avvocati, bancari, e tante giovani donne che oggi sono insegnanti, tra i suoi ex allievi ci sono anche ex assessori e consiglieri comunali come Andrea Vannucci e Maria Mattei, e tutti negli anni le sono rimasti affezionati per il carattere, la preparazione e la profonda serietà professionale. Per Maria Dea tutti gli studenti sono uguali, indipendentemente dai voti, anzi, si affeziona a quelli che vacillano sul percorso della vita avviandoli con coraggio al loro trampolino.

Negli ultimi anni ha collaborato con il volontariato e con il Centro documentazione handicap e – dalla pensione – aveva ritrovato quello che, anni prima, era stato per lei un luogo d’adozione: la Cgil, le vecchie amiche e quelle nuove che nella malattia non l’hanno mai lasciata sola, fino all’ultimo giorno. Una donna dalla grande personalità era Maria Dea, culturalmente raffinata, signorile, e una mamma dolcissima. Le piaceva ricercare la bellezza delle cose – davanti al mare, davanti a un’opera d’arte, davanti a un giardino fiorito – perché per lei le manifestazioni di bellezza erano un inno alla vita, che lei amava moltissimo.

I funerali si terranno domani pomeriggio con partenza all'obitorio del Noa alle 15,30 per poi raggiungere il cimitero di Turigliano.

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