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L’appello degli Industriali: «Teniamoci caro il Cermec, una realtà da salvare»

L’appello degli Industriali: «Teniamoci caro il Cermec, una realtà da salvare»

Ecco, secondo Venturi, quali sono i vantaggi per il territorio: «Se a RetiAmbiente vengono ceduti pezzi di singole aziende, il peso di Massa-Carrara risulterà diluito»

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MASSA-CARRARA. Secondo il presidente degli Industriali apuani Matteo Venturi, il Cermec è una realtà industriale importante e la terra apuana non deve rischiare di perdere il consorzio.

«Non possiamo farci scippare anche questa realtà facendo spostare il cervello, quindi anche le decisioni, altrove. Il Cermec è importante ora per le sue ricadute produttive e occupazionali dirette e indirette e lo potrà essere in futuro come cardine di una industria integrata del trattamento a fini di recupero dell’intero ciclo dei rifiuti»; pensa al progetto del biodigestore Venturi, che è «in grado di trattare rifiuti, ma anche di recuperare energia con la produzione di biometano».

Secondo Venturi, bisognerebbe piuttosto usare il Cemec come leva per superare la parcellizzazione nella gestione dei rifiuti: a Massa-Carrara operano quattro distinte entità; parliamo di Asmiu a Massa, Nausicaa a Carrara, la neonata Sol in Lunigiana ed Ersu a Montignoso.

«Non vi sono altre realtà provinciali in Toscana in queste condizioni – sottolinea Venturi – Forse sarebbe meglio superare questa attuale divisione e consentire alla provincia di Massa-Carrara di presentarsi unita di fronte a RetiAmbiente per avere un peso maggiore e evitare un nuovo depauperamento».

«Se a RetiAmbiente vengono ceduti pezzi di singole aziende (Asmiu, rete rifiuti di Nausicaa, Cermec), il peso di Massa-Carrara risulterà diluito – spiega il suo punto di vista il presidente degli Industriali apuani – Se invece le tre realtà si unissero, ad esempio per incorporazione in un unico soggetto che potrebbe essere proprio Cermec in cui Comune di Massa e quello di Carrara sono già soci, il peso di Massa-Carrara dentro RetiAmbiente sarebbe assai più i rilevante».

Di contro, «Se il cervello di un servizio non è a Massa-Carrara, non sarà a Massa-Carrara che verranno decisi i piani di investimento – osserva Venturi – e quindi i correlati piani di assunzioni e di affidamento dei lavori, con ricadute negative su tutto il nostro territorio».

«Perdere il Cermec come soggetto industriale – conclude il presidente della Confindustria apuana – significherebbe perderebbe l’intero ciclo legato a questa realtà produttiva, dall’indotto ai fornitori di beni e servizi, con un ulteriore depauperamento del nostro territorio».

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