Gioco
Noa, personale ridotto all’osso: i medici chiedono assunzioni
I maxi concorsi non hanno risolto il problema, paradosso per i radiologi «Con la selezione si sono persi tre professionisti e se n’è riacquistato uno»
MASSA. Sventolano le bandiere rosse della Cgil, bianco-verdi della Cisl e celesti della Uil di fronte all’ospedale delle Apuane. È un presidio quello che è stato organizzato dalle funzioni pubbliche delle tre sigle confederali dalle 11 alle 13 di ieri. Il fronte sindacale è compatto. E denuncia la carenza di personale – medici, infermieri e operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio e tecnici amministrativi – all’interno del presidio. A rischio, secondo il sindacato, c’è finanche il benessere dei professionisti e degli operatori della sanità, sottoposti a ritmi massacranti e a richieste continue di ore aggiuntive di lavoro; ma a repentaglio, come effetto – per Cgil, Cisl e Uil – c’è anche la qualità del servizio garantito dal sistema sanitario pubblico al cittadino che, opterebbe, spesso, per ripiegare sulle prestazioni offerte dall’universo ormai composito del comparto sanitario privato: per sottoporsi a Tac e risonanze magnetiche, per esempio.
Il quadro
Secondo i dati in possesso del sindacato nell’organico del Noa mancano 45 infermieri. Al pronto soccorso dell’ospedale delle Apuane – che ha avuto 61mila accessi nel 2022, più di Pisa e di Livorno – manca quasi il 50 per cento dei medici: a febbraio erano 14 in servizio quando l’organico ne prevede 26, anche se soluzioni-tampone sono in arrivo, come di recente ha anticipato al Tirreno il direttore del pronto soccorso del Noa Alberto Conti; per esempio, la regione Toscana ha deciso di “costringere” i neo assunti medici di medicina interna – i cosiddetti internisti – a svolgere il 30 per cento delle ore contrattuali al pronto soccorso nei primi due anni dal reclutamento. Non solo. Tra il Noa e il Centro polispecialistico (il “Monoblocco”) di Carrara, i due presidi ospedalieri di Pontremoli e Fivizzano lavorano 18 medici radiologi (qualcuno è certificato per non fare le guardie, quindi è come se ce ne fossero 16) quando l’organico ne prevede 30. Sempre al Noa mancano i tecnici radiologi e i tecnici di laboratorio dell’anatomia patologica; e c’è anche penuria di cardiologi.
Danno e beffa
L’Asl nord ovest vuole assumere: ne sono convinti molti medici del Noa. Il quadro però è complicato. Per esempio, i maxi concorsi varati dalla regione Toscana – primo passo per consentire, in questo caso, all’Asl nord ovest di procedere alle assunzioni – non hanno assicurato gli effetti sperati: né per la medicina d’urgenza né, per esempio, per la radiologia. «Io lo chiamo effetto-paradosso – dice Corrado Vannucci, medico radiologo, ieri di fronte all’ingresso del Noa – All’ultimo concorso regionale, hanno partecipato tre dei nostri medici radiologi, l’hanno vinto e hanno scelto realtà sanitarie per loro più attrattive». Risultato? «Dal concorso ne abbiamo persi tre e ne abbiamo recuperato solo uno». Ai maxi concorsi regionali del resto possono partecipare anche i medici che sono già in forza in una Asl: e molti professionisti si candidano alla selezione anche per guadagnarsi la chance di un trasferimento o di un avvicinamento a casa. Qui – alla fine – resta chi è apuano.
La quotidianità
E per chi rimane i carichi di lavoro aumentano. «Personalmente – continua Vannucci – io faccio da quattro a cinque turni aggiuntivi, ovvero dalle 24 alle 30 ore in più, che, comunque, sono retribuite. Ed è la media. Noi facciamo ore aggiuntive solo per coprire i turni, ovvero per assicurare la copertura delle macchine pesanti, Tac e risonanza magnetica, oltre alle urgenze che arrivano dai pronto soccorso». Morale, se questi medici non si mettessero sulle spalle più lavoro, le liste di attesa per un esame diagnostico come Tac e risonanza magnetica si allungherebbero ulteriormente. «La soluzione? È solo una – conclude il medico radiologo – Ampliare l’organico, aumentare il personale, assumere».
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