Il Tirreno

Il processo

Ciclista investito da un’auto: finiscono davanti al giudice in sei

di Melania Carnevali
Ciclista investito da un’auto: finiscono davanti al giudice in sei

Accusati di omicidio stradale anche il passeggero e un carrozziere

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MASSA. La macchina, quel giorno, travolse la bicicletta e poi andò a schiantarsi contro un pino. I pezzi della carrozzeria e il motore finirono in mezzo alla carreggiata. I soccorritori arrivarono subito e provarono a rianimare il ciclista (Gabriele Lucetti, di Carrara, operaio del Nuovo Pignone di 46 anni) per oltre venti minuti, poi si arresero al fatto che era inutile perché era già morto. Adesso per quell’incidente, accaduto davanti al cinema Splendor su via Dorsale il pomeriggio della vigilia del Natale del 2019, quando tutti si preparavano per il cenone, sono finiti davanti al giudice non una, ma sei persone.

Oltre al conducente della Mitsubishi Lancer evolution gialla, Niccolò Nardi, 30 anni, originario di Castelnuovo Magra ma residente a Carrara, sono accusati di omicidio stradale anche l’amico che quel giorno sedeva sul lato del passeggero, Diego Cervi, e un meccanico, Alessandro Brusciani. Per loro il pubblico ministero Marco Mansi, ieri, davanti al giudice per l’udienza preliminare, Dario Berrino, ha chiesto due anni. Sono poi accusati di favoreggiamento un altro amico del conducente, Andrea Castellini, il soccorritore stradale che guidava il carroattrezzi, Petrut Paraschiv, e la responsabile del deposito auto, Maria Teresa Giannoni.

Quello che in apparenza sembrava un “normale” incidente stradale, secondo l’accusa rimanderebbe a presunte gare automobilistiche clandestine. Stando alla ricostruzione della procura, infatti, quell’incidente sarebbe stato causato dall’installazione di una centralina da competizione (la Link - Evo9x gestita da un software) che avrebbe raddoppiato la velocità del mezzo. Quello della vigilia di Natale del 2019 sarebbe stato un test drive.

Per questo sono stati accusati di omicidio stradale anche il passeggero e il carrozziere. Il primo, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe «assistito (Nardi, ndr)nella conduzione», mentre il secondo avrebbe «preparato la mappatura». Castellini, difeso dell’avvoca Luca Benedetti, è accusato di favoreggiamento per un messaggio inviato all’amico con cui gli suggeriva di rimuovere le foto dell’incidente da Facebook. Giannoni e Pariciv, invece, avrebbero aiutato il conducente a far sparire la centralina. Sono accusati sia di favoreggiamento sia di violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro.

La difesa ha chiesto il rito abbreviato. L’avvocato Alessandro Silvestri, che rappresenta Nardi e Cervi, ha presentato una perizia che ribalta completamente quella dell’accusa. Il passeggero avrebbe usato sì un computer, ma semplicemente per cambiare il quadro strumenti che indica la temperatura, il tachimetro, l’orologio e via dicendo. Se fosse confermata questa versione, cadrebbero le accuse per tutti gli altri, eccetto che per il conducente per cui rimarrebbe l’omicidio stradale. L’udienza, davanti al gup, si terrà a maggio.


 

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