Il Tirreno

La cultura

Carrara alla Biennale di Venezia come Città creativa ma per gli altri eventi i soldi scarseggiano

di Daniela Marzano
Un momento della commissione cultura
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Un momento della commissione cultura

Meno budget per i fuochi d’artificio, fundraising per White Carrara: servono 90mila euro, stanziati 40mila

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CARRARA. I progetti culturali per la valorizzazione del nostro territorio sono stati oggetto dell’incontro della Commissione consiliare cultura alla presenza dell’assessore Gea Dazzi. Convocata dalla presidente Maria Mattei, insieme ai consiglieri comunali Sirio Genovesi, Andrea Tosi, Massimiliano Manuel, Silvia Barghini, Simone Caffaz, Brunella Vatteroni, Luca Vinchesi, era presente anche la dirigente alla cultura Cinzia Compalati. Importanti gli argomenti affrontati, come la rete Città Creative dell’Unesco, di cui Carrara fa parte, gli stanziamenti a bilancio per il Settore Cultura e la fuoriuscita del Comune di Carrara dal Sistema Museale Terre dei Malaspina e delle Statue Stele, inserito nella rete museale toscana.

L’assessore Gea Dazzi ha relazionato sulla sua partecipazione il 24 marzo all'Annual Meeting delle Città Creative dell’Unesco a Torino, al quale erano invitati sindaci, assessori e i Focal Point, ovvero referenti del Comune per la gestione operativa dei programmi oggetto di monitoraggio della Direzione Generale Unesco di Parigi, i quali lavorano a stretto contatto con sindaci e assessori alla cultura. Carrara si è presentata con Maura Crudeli, sociologa esperta di comunicazione, vicepresidente di Yourban 2030. «È una figura preparata, già inserita nel settore, esterna all’Amministrazione e l’Unesco ci richiede proprio una figura di garanzia, selezionata e incaricata su base fiduciaria» afferma l’assessore.

Verso la Biennale

«Il comitato scientifico della rete delle 13 città creative, ha individuato nella cornice della Biennale di Venezia Architettura - in corso da maggio a novembre 2023 - la possibilità di offrire una vetrina con grande visibilità alle singole città appartenenti alla rete. La location sarà Palazzo Zorzi e il tema proposto è legato agli archivi storici, cosa che non tutte le 13 città sono in grado di affrontare, per cui per questo progetto si lavorerà individualmente. È stato chiesto di sottoscrivere un protocollo e impegnare una cifra di 10mila euro. Comunque ci siamo lasciati in stand by con l’idea di un nuovo protocollo, e sarà una occasione che Carrara non si lascerà sfuggire, anche perché ricopre una posizione all’interno del circuito, come coordinatore nazionale e vice-coordinatore internazionale, ruoli che verranno ridefiniti a Instambul il 18-20 settembre prossimi».

Il nodo dei soldi

Alla richiesta del consigliere Manuel sull’incidenza della nuova figura sul bilancio comunale, l’assessore e la dirigente hanno illustrato per sommi capi quali sono i capitoli destinati alla cultura: «Il Focal Point inciderà come un consulente normale, circa 10 mila euro lordi annui. Il budget per l’Unesco è di 50mila euro e abbiamo vinto un bando ministeriale sul turismo che porterà nelle casse comunali circa 90mila euro. Al momento abbiamo dovuto compartecipare per il 20% (messo in bilancio) ma entro il 2025 ci sarà la rendicontazione con successiva restituzione. Gli altri capitoli sono magri e stiamo vagliando tutte le strade possibili. Per eventi e manifestazioni culturali sono stati stanziati 50mila euro, per la biblioteca andranno circa 30mila euro, tra acquisto libri e eventi di promozione alla lettura. A Villa Fabbricotti per il Carmi sono stati stanziati 25mila euro, 28mila è il residuo per le manifestazioni teatrali, riduzione del budget per i fuochi d’artificio da 70 a 40mila euro, 25mila per la Proloco, e poi c’è la White Carrara, per la quale servono 90mila euro, dei quali 40 mila sono già stanziati ma è stato aperto anche un fundraising. Il tema sarà "Marmo Vivo e Arte Viva" e le opere, quest’anno, arricchiranno la città fino a ottobre».

La rete museale

A parte la questione del magazzino di opere d’arte a Pontecimato, che necessita al più presto di un inventario che la dirigente Compalati attuerà appena avrà disponibile il personale necessario, l’attenzione si è spostata, dietro richiesta del consigliere Simone Caffaz, sulla fuoriuscita del Comune dal Sistema Museale in rete, della quale ha chiesto le motivazioni.

«La sindaca non è ancora arrivata a una decisione finale e ci sta riflettendo ancora dopo l’incontro in Provincia – spiega la Compalati – Ha messo giustamente sul piatto delle criticità quali la governance (è inconsueto dare la gestione di una rete museale a un soggetto esterno come l’Istituto Valorizzazione Castelli) che impedisce una gestione diretta del sistema; la mancanza all’interno della rete di un Direttore Scientifico, figura necessaria per produrre cose di livello; la questione delle quote, che generalmente vengono indicate in convenzione ma questa rete, unica in Toscana, non le ha già prestabilite, quindi sono variabili in base al budget dei vari Comuni. Questo è incompatibile con un bilancio corretto e poi diventa oneroso lavorare con un soggetto privato per gli ulteriori contributi che richiede oltre alle quote».

L’assessore Dazzi, come la presidente Mattei, auspicano che nonostante le criticità rilevate, si possa rimanere all’interno della rete.

«Questa è una scelta politica – afferma Caffaz – come politico è il progetto di rilancio della città che non emerge dalle previsioni di spesa fatte. Ho assistito solo a un elenco di iniziative, ma ci vuole una visione».


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