Sicurezza
Massa, il giudice di pace “boccia” le partite pregresse di Gaia
Confconsumatori: il gestore deve restituire 2mila euro all’utente
MASSA. A darne notizia è Confconsumatori: «Dopo la pronuncia della Corte di Cassazione del 2021 e la sentenza del tribunale di Massa del 2022, arriva un’altra pronuncia a favore – scrive l’associazione – degli utenti e contro le “partite pregresse”, cioè i conguagli tariffari inseriti in bolletta. Il giudice ha confermato il filone giurisprudenziale, condannando il gestore del servizio idrico integrato Gaia a restituire a un utente oltre 2mila euro pagati nel corso degli ultimi anni a titolo di partite pregresse».
Le partite pregresse – spiega sempre Confconsumatori – sono conguagli tariffari approvati dai vari gestori dopo la delibera con cui l’allora Autorità per l’energia elettrica gas e sistema idrico (oggi Arera) dava la possibilità alle autorità di ambito e ai vari gestori di prevedere retroattivamente conguagli, spalmati per gli anni successivi fino ad arrivare al 2022. Da quel momento sono comparse in bolletta le voci “partite pregresse”, importi «calcolati – scrive Confconsumatori – con meccanismi da “azzeccagarbugli”. Un associato – ricostruisce l’associazione – dopo aver presentato invano un reclamo al gestore, si è rivolto al giudice di pace che ha accolto in toto l’istanza formulata per conto dell’utente dall’avvocato Francesca Galloni di Confconsumatori Massa-Carrara, delegata nazionale del settore del servizio idrico integrato».
«Questa sentenza – commenta la legale – ancora una volta conferma la fondatezza della battaglia portata avanti dalla Confconsumatori a sostegno dell’illegittimità delle voci inserite in bolletta a titolo di partite pregresse. È una sentenza che si pone in linea con la più recente giurisprudenza, confermando che “la spettanza delle partite pregresse è definita dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico, ma tale determinazione, adottata nell’esercizio del potere regolatorio in relazione al servizio idrico integrato, non può porsi in contrasto con il principio di irretroattività».
Alla luce anche di quest’ultima sentenza, Confconsumatori invita gli utenti a verificare se nelle bollette da loro pagate negli ultimi 5 anni sia presente la voce “partite pregresse” e a chiedere il rimborso: «Un modello di lettera è disponibile nelle sedi di Confconsumatori. È importante far sentire la voce dei consumatori e portare avanti insieme questa battaglia di giustizia. Il servizio idrico integrato deve essere regolato da principi che guardano alla tutela dell’acqua come bene pubblico e accessibile a tutti, a prezzi giusti, e non al profitto di società e aziende private».
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