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Gli apuani hanno tante allergie, il medico: «Ma oggi si può anche guarire»
Carrara, il numero degli allergici oscilla tra il 10 e il 40% della popolazione. Oggi però si può stare meglio
CARRARA. Oltre 150 prestazioni al mese, tra visite e test per chi soffre di allergia. Sono i numeri degli ambulatori di allergologia, al terzo piano del Monoblocco dove c’è Paola Giorgieri, nel reparto guidato da Gianluigi Occhipinti.
Sono cifre importanti, che confermano che il numero di allergici apuani oscilla tra il 10 e il 40% della popolazione: oggi però esistono rimedi moderni per stare meglio e perfino un vaccino rimborsato dalla regione Toscana. Ne abbiamo parlato proprio con l’allergologa Giorgieri.
Questo è il periodo dei cosiddetti raffreddori da fieno: che cosa si può fare?
«Per stare meglio o risolvere il problema, il primo passo è rivolgersi al proprio medico di medicina generale, che, se lo riterrà opportuno, invierà il paziente a fare una visita allergologica, che prevede una valutazione anamnestica e diagnostica, con l’esecuzione di prick test, ed eventualmente esami sierologici. Di fatto si tratta di una seduta ambulatoriale, dove vengono applicati sulla pelle dei reagenti diversi. In 15 minuti, se si forma un lieve arrossamento, si capisce che quel paziente ha una sensibilità e a quale sostanza».
Cosa può fare invece chi in questo periodo avesse naso chiuso, prurito alla gola e agli occhi, starnuti ripetuti e talvolta asma?
«Si può partire facendo alcuni test, per capire qual è l’allergene che crea fastidi. Poi c’è la terapia sintomatica, con antistaminici, ma anche spray e colliri specifici sulla base della sintomatologia. È importante anche cercare di spiegare al paziente che dalle allergie si può guarire, perché oggi è possibile ricorrere alla vaccinazione».
Che cosa sono le vaccinazioni per le allergie?
«In allergologia sono terapie desensibilizzanti. Per esempio, le graminacee sono l’allergene che si riscontra di più in questo periodo. Il vaccino è un desensibilizzante da somministrare prima delle fioritura, per tre anni, in modo tale che l’organismo non riconosca più l’allergene come estraneo e non ci sia più una reazione allergica».
Si fanno con l’ago?
«Esistono due modalità, sia iniettive, ma anche orali. L’efficacia è sovrapponibile e quindi usiamo quelli di via orale perché sono di più semplice somministrazione. La prima somministrazione viene fatta sotto il controllo dello specialista, qui in reparto».
Che età hanno i pazienti?
«Il nostro ambulatorio è dedicato ai pazienti da 15 anni in su, perché per i bambini c’è un ambulatorio allergologico pediatrico. Le allergie possono manifestarsi a qualsiasi età».
Nella nostra zona di quali allergie si soffre maggiormente?
«In questo periodo ci sono le graminacee, ma creano sintomi anche i pollini d’ulivo o della parietaria. Per graminacee intendiamo erba mazzolina, la gramigna, loglio, coda di topo. Il periodo della fioritura, da noi, inizia a marzo/aprile, fino a settembre, con una minor intensità tra luglio-agosto».
«Paola Giorgieri porta avanti egregiamente questa attività – spiega il responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale reumatologia Gianluigi Occhipinti – ma non senza difficoltà. L’azienda sanitaria si è resa conto dell’importanza di questa branca, per cui è opportuno incrementare l’attività, sia dal punto di vista quantitativo, che della qualità, per eseguire nel nostro territorio attività che venivano svolte in altri centri, come l’azienda ospedaliera pisana».
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