Il Tirreno

Le indagini

Elettricista trovato morto nel casolare, due nomi sul registro degli indagati

Elettricista trovato morto nel casolare, due nomi sul registro degli indagati

Era stato trovato privo di vita dal figlio in una casa in ristrutturazione

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MASSA. Lo ha trovato morto il figlio, martedì pomeriggio, nella casa in ristrutturazione in cui stava lavorando.

Adesso ci sono due indagati per la morte dell’elettricista di 63 anni Rafael Torcasio di origine argentina ma da tempo residente a Massa, dipendente di una ditta specializzata.

L’uomo era caduto all’interno di una villetta in costruzione in via Braccioli nella zona lunense che dalla vecchia Ortonovo porta a Luni Mare.

Adesso la procura della Repubblica della Spezia, ha aperto un fascicolo di inchiesta. Ed ha iscritto nel registro degli indagati il titolare dell’azienda per la quale lavorava l’uomo e il responsabile della sicurezza, ipotizzando il reato di omicidio colposo.

Un passaggio automatico, dopo avere esaminato le carte relative ai sopralluoghi condotti in particolare dei carabinieri del nucleo di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro presso l’Asl 5 e dai colleghi militari della compagnia di Sarzana. Gli inquirenti intendono capire come e perché Torcasio, martedì scorso sia rimasto a lungo solo all’interno della villetta, intento presumibilmente ad ispezionare tutti i luoghi possibili per poi procedere all’installazione dell’impianto elettrico.

Per il momento, stando alle prime ricostruzioni effettuate su luogo del tragico infortunio, la caduta, si è verificata all’interno della villetta, e con tutta probabilità da un soppalco posto alla sommità di un salone.

E sempre per quel che riguarda le indagini proprio oggi sarà conferito l’incarico per l’effettuazione dell’autopsia sulla salma di Rafael Torcasio alla patologa pisana Susanna Gamba. Gli accertamenti finora effettuati hanno portato il personale sanitario intervenuto, a ritenere che sia sopraggiunto un malore (forse proprio un infarto) che avrebbe quindi provocato la caduta. Resta però da capire se tutte le condizioni di sicurezza siano state in effetti osservate e messe in pratica.

Un’operazione molto delicata, anche e soprattutto perché l’elettricista deceduto in quel momento era solo al lavoro, con lui non c’era nessuno e dunque totale assenza di testimoni dell’accaduto. Il suo corpo, probabilmente senza vita da diverso tempo (sempre secondo i carabinieri, il personale del 118 e i militi della pubblica assistenza di Luni, poi intervenuti), è stato ritrovato dal figlio. Il quale aveva deciso di andare a vedere come mai il padre non rispondesse più al telefonino cellulare. Un dramma nel dramma, considerando che una volta arrivato sul posto in via Braccioli poco dopo le 17,30 di tre giorni fa, il giovane chiamando a viva voce il congiunto, ha deciso di entrare all’interno dello stabile.

Si è trovato davanit una scena terribile, proseguita poi con la vana speranza di chiedere aiuto e la presa d’atto dell’avvenuto decesso proprio su conferma dei soccorritori, peraltro arrivati in pochissimi minuti.

Intanto la famiglia attende l’effettuazione dell’esame autoptico e in queste ore sta ricevendo testimonianze di affetto e cordoglio da tutti gli operatori del settore colleghi dello scomparso, e dalla clientela, presso la quale ha sempre goduto di massima considerazione e stima personale e professionale.

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di Redazione web