Il Tirreno

Massa

«Ricci divisivo, meglio la Nardi». Ortori e Azione critici con il Pd

di Ivan Zambelli
Enzo Ricci
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Enzo Ricci

Ottimista Adriano Tongiani: il segretario è persona seria e ha cultura politica

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MASSA. Non c'è pace in seno al centrosinistra dopo la candidatura di Enzo Ricci, segretario del Pd. Lo schema sembra il solito: le correnti del Partito Democratico non sono riuscite a mettersi d’accordo, presentando una proposta, quella del segretario Enzo Ricci, ritenuta fuori tempo massimo e inadatta a guidare la coalizione. Solo Articolo 1 la difende; ma per il resto è un fuoco di sbarramento. Adriano Tongiani, di Articolo 1, invita a capire il contesto entro cui giunge la candidatura di Ricci: «A Massa stiamo assistendo alla crisi della politica. Tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, dove la crisi del Pd è stata acuita dalla vittoria di Elly Schlein, quando il gotha di Massa era tutto a favore di Stefano Bonaccini». Eppure Tongiani, in passato segretario comunale del Pd e che non ha mai risparmiato critiche al «notabilato» del “vecchio” Pd, riconosce che il partito è giunto ad una soluzione, «un atto di responsabilità individuando Enzo Ricci. E Ricci è un buon candidato, perché oltre ad essere una persona seria ha cultura politica, capacità, tant’è che il suo nome ora rende più difficile lo spolpamento del Pd che qualche candidatura narcisistica voleva fare. Ricci, come sindaco, può essere il collante in grado di aggregare politica e società civile, per andare a risolvere i veri problemi della città. Secondo me Ricci ha tutte le qualità per poterlo fare, perché Massa deve tornare ai cittadini, e non restare in mano di qualche cacicco o di chi fa ordinaria amministrazione, più congeniale ad un condominio». Non tutti però la pensano così. L’ex consigliere comunale Simone Ortori ritiene che il Pd sia andato fuori tempo, nonostante fosse l'unico partito in grado di produrre un percorso, una coalizione e una candidatura che potesse dare rappresentanza ai cittadini. Tuttavia, «la candidatura di Ricci non corrisponde alle aspettative. Semmai sarebbe una soluzione di ripiego, in grave ritardo, su cui pesano gravissime responsabilità. Solo due erano le candidature credibili: Giacomo Bugliani e Martina Nardi». Ma se il primo non ha raccolto questa responsabilità, la disponibilità a candidarsi della seconda «è stata logorata all'interno del partito, pur incontrando consensi in grado di tenere unita la coalizione». Inoltre, «il Pd non è riuscito a recuperare il dialogo con Cesare Ragaglini e Fabio Evangelisti, con il risultato di una pericolosissima frantumazione che rende l’esclusione dal ballottaggio una possibilità reale. E in tutto ciò Enzo Ricci è stato il segretario del Pd». «Per cui alla rabbia e alla delusione – conclude Ortori – seguiranno scelte basate sul confronto con i cittadini, i soli che hanno il diritto di indicarci una strada». E poi c’è Azione, che da tempo si era sospesa dalla coalizione, sebbene un flebile barlume di intesa poteva ancora esserci. Ma anche per il segretario provinciale Riccardo Pelliccia «la candidatura di Ricci oltre ad essere fuori tempo è divisiva, come dimostrano le varie reazioni». Piuttosto, «la soluzione poteva essere Martina Nardi, l’unica figura autorevole in grado di tenere unita la coalizione. Ricci invece ha gestito il tavolo del centrosinistra con gravi lacune e difficoltà, e allora come potrebbe gestire una città? Questa candidatura è frutto della guerra tra correnti, uno scontro di potere. Nulla contro la persona, ma non è prevalsa la voglia di vincere».

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