Il dolore
Caso Serinper: ridotta per il Comune la costituzione di parte civile
Il giudice la ammette solo nei confronti di due dei sette imputati nel processo: per il presidente del consiglio comunale Benedetti e per l’assistente sociale Giusti
MASSA. Il giudice Ermanno De Mattia “ha escluso” il comune di Massa dalla costituzione di parte civile nel processo Serinper – dal nome della cooperativa sociale che si occupava di accoglienza di minori – per i capi di imputazione che non riguardano funzionari della macchina civica. La costituzione di parte civile – ovvero quell’istituto giuridico che consente al soggetto che si ritiene danneggiato dal reato di esercitare l’azione civile nel processo penale (in questo caso il comune di Massa) – resta in piedi, dunque, solo nei confronti di due di sette imputati, ovvero il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti e Paola Giusti, assistente sociale del Comune, ex responsabile del centro affidi del comune di Massa. È questo il primo elemento che emerge dall’udienza che si è aperta e chiusa ieri in un’aula del Tribunale di Massa e che è la prima dopo quella di settembre che portò al rinvio a giudizio di sette indagati su undici dal gup Dario Berrino.
Dicembre 2020
Tutto deflagra con un blitz dei carabinieri: è il dicembre 2020. Viene alla luce così l’inchiesta Accoglienza che ha al centro la cooperativa sociale Serinper. Si scopre dunque che le indagini sono iniziate nel 2018 quando gli inquirenti cominciarono a monitorare le condizioni in cui vivevano gli ospiti delle strutture. Le verifiche fanno partire un alert sulle relazioni tra controllori e controllati cioè sui rapporti tra la cooperativa sociale Serinper e il mondo politico-amministrativo.
A giudizio
Rispetto agli undici indagati iniziali, a settembre in sette vengono rinviati a giudizio, con le accuse – a vario titolo – di corruzione e traffico di influenze. Si tratta dei due ex amministratori della cooperativa Enrico Benassi e Alessio Zoppi; Rosanna Vallelonga, dirigente Asl; Mauro Marcelli, ex dipendente Suap unificato per la Lunigiana; e Paola Giusti, ex responsabile del centro affidi del Comune di Massa. Rinviato a giudizio anche il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti; e Rosa Russo, ex giudice onorario del Tribunale dei minori di Firenze.
L’accusa
Quella di ieri è stata dunque la prima udienza dopo il rinvio a giudizio, nel corso della quale la pubblico ministero Clarissa Berno ha precisato i capi di imputazione per cui verranno fatte le rispettive notifiche.
La difesa
La schiera degli avvocati della difesa, invece, ha sollevato due eccezioni preliminari. Primo: la produzione di documenti da parte della Procura dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, eccezione che – se accolta dal giudice – comporta un “ritorno indietro” secondo un meccanismo processuale previsto. Secondo, la costituzione di parte civile del comune di Massa rispetto a capi di imputazione che riguardano funzionari con incarichi extra-Comune, per esempio nel territorio lunigianese. Per la prima questione il giudice De Mattia ha deciso per l’avanti-tutta. Per la seconda eccezione ha ammesso la costituzione di parte civile del Comune solo per i capi di imputazione che riguardano funzionari comunali. Ammessa la costituzione di parte civile dello Stato nei confronti di Rosa Russo. L’udienza è aggiornata al 3 maggio per l’apertura del dibattimento e le richieste di prova.
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