Il Tirreno

La svolta

Massa, il consiglio vota la sfiducia: Persiani non è più sindaco

di Ivan Zambelli
Massa, il consiglio vota la sfiducia: Persiani non è più sindaco

Il primo (ex) cittadino: «Nulla da rimproverarmi, questo è un arrivederci». Dure accuse da parte dei ribelli di maggioranza: atteggiamento da reuccio

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Massa Persiani non è più sindaco: passa tra fortissimi fischi la mozione di sfiducia, che conferma i 19 voti. Finisce prima del tempo l’amministrazione guidata da Francesco Persiani, sotto i colpi del fuoco “amico” di Fratelli d’Italia e di parte di Forza Italia. Troppe decisioni assunte da una sola persona e poco ascolto degli alleati, gli hanno recriminato più volte, elencandole una per una ieri sera nelle quattro ore di consiglio. Alla fine cantano vittoria le minoranze, esultano Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia, gridano al tradimento Lega e il centrodestra che ancora crede in Persiani. Una lunga seduta, il cui esito però era già scritto. Fin dall’inizio si è capito che quella discussione, lungi dal convincere questo o quel consigliere, sarebbe stata piuttosto impostata per una resa dei conti finale. Innanzitutto da parte del sindaco, tanto contro la mozione che ha confutato punto su punto, ma soprattutto verso i vertici di Fratelli d’Italia, che come verrà detto più volte in sede di dibattito, hanno tradito il progetto di 2018 per meri interessi personali: «Inspiegabile – sono le parole del sindaco appena sfiduciato – che un partito come Fratelli d’Italia voti una mozione della sinistra per mandare a casa un sindaco che ha sostenuto per 4 anni soltanto per motivi elettorali. È una sconfitta per i consiglieri che in qualche modo oggi si sono sfiduciati. Io vado avanti e ringrazio del sostegno i cittadini».

« Ho la coscienza a posto, e nulla da rimproverarmi – ha spiegato Persiani in aula – Certo non sono contento, ma non tanto per me bensì per la città e l’immagine del centrodestra. Almeno, con questo atto i consiglieri si assumeranno la responsabilità, e a chi oggi pensa di uscire vincitore dico: vedremo. Semmai metteranno fine ad una stagione di buon governo. Non rinnego nulla, abbiamo lavorato bene fino all’altro ieri». E infatti il primo a rispondere al sindaco è stato proprio il capogruppo di Fratelli d'Italia Massimo Evangelisti, ricordando il valzer di assessori, «il flusso migratorio che ha svuotato la lista Persiani, l’autocandidatura del sindaco senza confrontarsi con gli alleati, proprio per dimostrare i problemi di fondo con il sindaco. «Oggi votiamo la sfiducia, per rispetto degli elettori e per non tradire noi stessi». Ma è stato anche Luca Guadagnucci (FI di opposizione) a ribadire questioni di merito e di metodo: la prima versione del regolamento degli agri marmiferi, piazza della stazione, la mancanza di parcheggi, la casa della salute. «Tutti questi errori partono da un metodo, che anche stasera ha dimostrato. Lei ha commentato la mozione con il modo di fare del reuccio che si circonda da adulatori. Le suggerimmo una strada, meno indolore: la accompagnavamo a fine mandato, poi si sarebbe fatto da parte. Oggi invece ci accusa di essere traditori». Proprio con Fratelli d’Italia ci sono state le scintille più grandi, specie con gli ormai ex alleati della Lega. «Perché si lamentano di essere additati come traditori?» ha chiesto rivolgendosi al pubblico Filippo Frugoli. «Oggi questi passano alla storia per aver distrutto un’amministrazione di centrodestra». Parole forti, che hanno accompagnato tutta la serata.

La mozione è quella delle minoranze, che da sempre rimproverato i tanti errori commessi in questi anni dal sindaco e dall’ amministrazione. A metterli in fila Luana Mencarelli (M5S), Dina dell’Ertole (IV), Gabriele Carioli (PD), Stefano Alberti (PD): la chiusura all’ascolto, le scelte sbagliate come a casa Ascoli, le varianti , la casa della salute alla stazione, le barriere architettoniche fatte con fondi anti barriere architettoniche. Però proprio la questione interna avrebbe paralizzato la città. Da qui la scelta di staccare la spina. Certo è, ha riconosciuto l’ex sindaco Alessandro Volpi, che se si arriva al commissariamento è un fatto triste per la città». Il sindaco, anche in chiusura, ha risposto per le rime a tutti gli interventi, per poi rivolgersi ai cittadini: «Molte sfide ci attendono, non è un addio ma un arrivederci». Poi il voto, senza troppe sorprese: 19 ma 11. Cala il sipario sull’amministrazione Persiani.l

Ivan Zambelli

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