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Forza Italia di Massa in alto mare: c’è il rischio della scissione

di Ivan Zambelli
Nella foto a sinistra l’assessore Marco Guidi a destra il sindaco Francesco Persiani
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Nella foto a sinistra l’assessore Marco Guidi a destra il sindaco Francesco Persiani

La nomina di Cagetti ad assessore spariglia ancora le carte. Una fronda degli azzurri spinge per lasciare solo Persiani

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MASSA. La tempesta politica imperversa sopra Forza Italia, all’indomani della nomina a assessore di Pier Giuseppe Cagetti e quindi dell’appoggio al sindaco Francesco Persiani. Ma è un po’ tutto il centrodestra, almeno quello di riferimento a Marco Guidi, che è tornato a fremere.

Quella nomina è l’occasione per lo strappo definitivo, e ora è giunto il momento di passare alle contromosse. Quali, però, è ancora tutta capire. Solo il voto in Lazio e Lombardia si antepone a un’ennesima settimana di fuoco, che alcuni confidano possa essere quella decisiva. Passate le elezioni i partiti torneranno a riunirsi al tavolo nazionale per le elezioni amministrative di primavera. E qui potrebbero arrivare indicazioni per un nome –Marco Guidi – o per l’altro – Francesco Persiani – anche a seguito di quanto successo in queste settimane.

Forza Italia con la nomina di Cagetti ha deciso di stare con Persiani. Ma come era prevedibile non tutti nel partito sono d’accordo, anzi. Da anni nel partito si consuma una dura dialettica interna, alle volte scaduta anche in attacchi personali. Al centro il mandato del commissario provinciale Emanuele Ricciardi, contestato sia ai piedi delle Apuane sia in Lunigiana, e poi appunto la scelta del nome da candidare. Persiani è il nome ufficiale, ma in tanti la pensano diversamente: tre su cinque consiglieri comunali, cioè il capogruppo Luca Guadagnucci, il presidente del consiglio Stefano Benedetti e il consigliere Sergio Menchini, il coordinatore uscente Domenico Piedimonte, fino a salire in Lunigiana dove alcuni sindaci azzurri, Jacopo Ferri e Filippo Bellesi, hanno dato il loro endorsement a Marco Guidi. Ma se non stupisce il commento pungente del coordinatore uscente Piedimonte, non nuovo a critiche a Persiani, che definisce «commedia tragicomica» la nomina a tre mesi dalle elezioni di Cagetti e pure dicendo che Persiani «ha rinunciato la sua dignità politica», diverso è per l’intervento di Ferri, tanto contro il commissario Ricciardi, e velatamente contro Persiani e il coordinatore regionale Massimo Mallegni.

Segno che nel partito ora tira veramente aria di resa di conti. “Galeotta” l’intervista di sabato al commissario Ricciardi, che per Ferri «dimostra la sua inadeguatezza e incapacità nell’essere sintesi all’interno di un partito che ha una storia diametralmente opposta al suo percorso politico e umano e non può quindi sentirsi, nei suoi componenti autenticamente berlusconiani, rappresentato da questa leadership imposta con superficialità ed arroganza».

«L’anima ed il popolo dei veri forzisti di Massa – continua – hanno da tempo dimostrato perché il centrodestra abbia bisogno di una guida alle prossime elezioni che rappresenti meglio dell’attuale sindaco le idee e i punti programmatici di Forza Italia, e che sappia rapportarsi in modo più corretto e più continuo con le forze politiche di coalizione, oltreché con la gente, alla quale è doveroso dare ascolto in ogni momento e non solo quanto torna più comodo o quando si avvicina il momento elettorale. Non si può che sorridere, dunque, nel sentire pontificare Emanuele Ricciardi per difendere in pompa magna una poltrona assessorile ottenuta a pochi mesi dal voto, svendendo il lavoro ed il simbolo di Forza Italia». «Sono speranzoso –conclude – che presto i nostri responsabili nazionali possano mettere ordine alla confusione che caratterizza Forza Italia in Toscana e in provincia di Massa-Carrara». Ecco che lungi dall’essere univoco, il sostegno azzurro è molto circoscritto.

L’aria in Forza Italia si sta facendo davvero pesante, e non è da escludere l’ennesima scissione. Va da sé che in questa situazione i “ribelli” massesi di Forza Italia sono quelli che più spingono per tagliare i ponti con l’attuale sindaco.

Ma a tenere banco è Fratelli d’Italia che fino a oggi, pur in intesa con l’ala ribelle azzurra, ha mantenuto una linea più cauta, perché la questione, hanno detto più volte, si risolve al tavolo nazionale del centrodestra. Non stupisce quindi l’ennesimo “no comment”, limitandosi a ricordare appunto il tavolo. Lo stesso tavolo che sostanzialmente la scorsa volta si era concluso col prendere tempo, ma che vedrà come novità la new entry in giunta a Massa. Ma a questo punto Fratelli d’Italia non può più stare a guardare, giacché proprio quella nomina al Pnrr toglie di fatto temi in precedenza sulla scrivania di Marco Guidi. Ora tutto può succedere. Il ventaglio di ipotesi è ampio, come rispolverare la mozione di sfiducia delle minoranze – a cui manca una firma – fino all’uscita plateale dalla maggioranza.


 

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