Attenzione
Casa Ascoli, ora il Cda rivuole i soldi dal commissario
Massa, il presidente Casotti: non ha chiuso il bilancio e non ha fatto il piano economico. In commissione Affari Istituzionali il punto sulle casse della rsa e anche sulle strategie per il pareggio
MASSA. Certo non è responsabilità di un solo uomo il quasi decennale debito di Casa Ascoli, ma è di queste ore la notizia che il consiglio di amministrazione vuole chiedere indietro i compensi percepiti dal commissario straordinario Alessandro Pezzoli. Il motivo? Errori nella gestione dell’azienda, tali – secondo il cda – da far aumentare il debito ed esporre a rischi. A dirlo è il presidente di Casa Ascoli Giancarlo Casotti, nel corso di una seduta della commissione Affari Istituzionali. Occasione per una panoramica a 360° sulla rsa, dove pure i consiglieri sono stati rassicurati sull’esito dell’appalto del global service, che dovrebbe concludersi la prossima settimana. Ma il fulcro della discussione è stato il giudizio severo di Casotti sul Pezzoli, nominato per far fronte alle difficoltà economiche dell'azienda, ma che avrebbe «commesso degli errori». «Non ha chiuso il bilancio 2021, cosa che abbiamo fatto noi esponendoci ad eventuali responsabilità -sebbene i revisori dei conti hanno dato l'ok-», e poi non avrebbe fatto il piano economico, oggi affidato ad uno studio. Anche il bilancio 2022 non è stato ancora chiuso, «ma avverrà entro maggio», ha rassicurato Casotti. E ancora: «Lui faceva un calcolo, giusto o sbagliato che fosse: non pagava nessuno, forse per aumentare la cassa, e però il debito aumentava». Il nuovo cda avrebbe quindi mandato due lettere, la prima senza risposta, la seconda chiedendo indietro i compensi. «Dal nostro punto di vista non ha fatto quello che doveva fare: chiudere il bilancio e fare il piano economico, il cui costo lo imputeremo a lui». Pezzoli poi secondo Casotti avrebbe responsabilità anche nella gara di global service, conclusa a settembre ma sospesa in autotutela perché non era stata nominata la commissione; gara per la quale Pezzoli – emerge in commissione – avrebbe ricevuto circa 9mila euro che il cda chiederà indietro. Insomma un giudizio severo e che pure era già stato maturato da alcuni consiglieri, tra cui Antonio Cofrancesco, e ieri anche da Massimo Evangelisti, tanto da dire che «il commissario nominato da Persiani ha fatto più danni della grandine». Chiaro che la situazione non sia tutta da imputare all’ex commissario; affonda nel tempo, almeno 10 anni fa, sebbene cresciuta negli ultimi 3 o 4. Basti pensare che nel 2020 “solo” con la chiusura delle casine esterne – facendo venir meno posti letto e introiti – il debito passò in un anno da 1,5 a 2,5 milioni di euro, e che oggi arriva a 4,6 milioni. «La situazione resta difficile», non ha potuto che riconoscere Casotti; «non sarà facile, ma con i professionisti incaricati abbiamo fiducia che nel 2023 si possa arrivare ad un pareggio, e nel 2024 un utile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
