Il Tirreno

L’evento a rischio

Premio Lunezia, possibile addio ad Aulla. Il patron: «Il sindaco sa il perché»

di Gianluca Uberti
Premio Lunezia, possibile addio ad Aulla. Il patron: «Il sindaco sa il perché»

La cancellazione degli eventi in programma diventa un caso politico

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AULLA. Dopo il fulmine a ciel sereno dei giorni scorsi, ovvero l’annullamento di tutti gli appuntamenti aullesi del Premio Lunezia, nelle piazze reali e virtuali ci si chiede se andrà proprio così, se davvero Aulla perderà uno dei suoi eventi principali.

Parrebbe di sì a giudicare dal post che era stato pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del Premio Lunezia; nei commenti al post, un paio di giorni fa è comparso uno stringato commento del patron del Premio Lunezia, Stefano De Martino: “Inevitabile quanto accaduto, abbiamo pazientato 5 anni, ma nulla si è mai concretamente risolto”. Poche parole che, per qualcuno, adombrerebbero questioni di carattere economico, che abbiamo chiesto di argomentare meglio direttamente a De Martino: «Il sindaco sa di quali problemi si tratta e noi contiamo che possa risolverli. La nostra è, comunque, una scelta assolutamente determinata e non ha niente a che vedere con problemi di costi eccessivi dell’edizione che verrà».

Tradotto: la questione gira attorno alle edizioni passate. Nel frattempo, sempre su Facebook, è la minoranza consiliare di “Insieme in Comune” ad andare all’attacco in un post : «Eravamo fermi su cose certe, come i circa 27mila euro spesi dall’amministrazione per un evento elitario di una sola sera, organizzato un lunedì di fine estate nella piazza più piccola della città. Senza il coordinamento con i commercianti e la gente comune, comunque incuriosita dietro le transenne. Le partite di giro erano, quindi, ben più larghe e pianificate, con logiche politiche ed elettorali. Anche il Lunezia, quindi, come i cantieri, la piscina, il bonus del 110 o i recenti rinnovi del personale comunale. Fumo negli occhi, purtroppo creduto. Resta il rammarico per aver dilapidato circa 35mila euro in due manifestazioni, Lunezia e Scarabello, utili soltanto per dare una verniciata di alta cultura e avere le prime pagine, oltre i posti in prima fila. Progettando con le associazioni e le frazioni, – continua il post – con gli stessi soldi si poteva garantire un’intera estate di eventi popolari, sociali, inclusivi ed itineranti. Coerente, invece, la manovra della Regione che, dopo aver tagliato i treni per la Lunigiana, non può davvero mantenere il contributo per la manifestazione del territorio». Abbiamo interpellato l’amministrazione comunale per una replica; a parlare è il capogruppo consiliare di maggioranza, Giovanni Schianchi: «La minoranza era contraria al fatto che il Premio Lunezia venisse riportato ad Aulla, ce lo ricordiamo tutti. Anche stavolta si sono dimostrati strumentalmente critici, come sempre d’altronde, perché sanno che l’avere riportato il Lunezia qui è stato un successo della precedente amministrazione comunale, già da noi guidata. E adesso, in maniera ridicola e grottesca, si dolgono sentendo di ipotesi di possibile perdita di ciò che hanno criticato? Bene ha fatto la popolazione a non dare loro nessun credito, perché nessun credito meritano. Quanto al discorso che hanno fatto sulla piazza in cui veniva ospitato il Lunezia, definita, con malcelata spocchia, la più piccola della città, hanno detto una grossa sciocchezza a volere essere benevoli. Piazza Cavour è il cuore di Aulla e sta a cuore a tutti noi aullesi. Viene da pensare che non ci tengano al bene di Aulla, perché il Premio Lunezia è nato lì, in piazza Cavour, la piazza degli aullesi. Altre parole non servono».


 

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