Il Tirreno

L’intervista

Calo demografico a Carrara, la sindaca: «Investire sull’istruzione»

Calo demografico a Carrara, la sindaca: «Investire sull’istruzione»

Il proposito di Serena Arrighi: «Dobbiamo convincere i giovani a restare qui a lavorare»

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CARRARA. A seguito del report realizzato dalla Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest e dal suo Istituto di studi e ricerche Isr, presentato lo scorso 18 Gennaio, è emerso che Carrara è la città che negli ultimi dieci anni ha perduto il maggior numero di abitanti, tra i Comuni più grandi della zona analizzata, ovvero tra La Spezia e Pisa. Un fenomeno, quello evidenziato dal ricercatore economico Daniele Mocchi, che potrebbe presto portare la popolazione a scendere sotto i 60 mila abitanti, con un 8% di persone di origine straniera. L’analisi ha toccato diversi punti, tra cui il pendolarismo (il 35% degli occupati lavora fuori zona), l'età dei titolari di azienda (più alta che da altre parti), ma ha registrato un buon livello di istruzione dei carrarini, pur con un reddito pro-capite tendenzialmente più basso “dei vicini”. Abbiamo così chiesto un commento alla sindaca, Serena Arrighi, che per molti anni è stata imprenditrice e amministratore delegato nel settore informatico legato all'elaborazione di big-data. Con lei sono stati affrontati vari temi: non esiste una bacchetta magica, ma argomenti come istruzione specializzata, formazione e professionalità possono, nel medio lungo periodo, diventare chiavi determinati e perfino attrattive per il futuro della nostra zona.

«Il calo dei residenti nella nostra provincia – ha esordito la sindaca - è un fenomeno consolidato ormai da tempo, sul quale è necessario riflettere e per il quale non credo esistano soluzioni né immediate, né univoche. Per invertire questa tendenza non esistono formule magiche e non si può pensare di riuscirci con soluzioni calate dall'alto. Serve anzitutto collaborazione tra le istituzioni e gli altri attori del territorio».

Dall’analisi emerge che la nostra è una provincia “colta”. «I dati dell'Isr – ha proseguito Serena Arrighi - ci dicono che la nostra provincia ha una percentuale di diplomati e laureati superiore alle media italiana e toscana, 53% contro rispettivamente 51,7 e 51, e Carrara in particolare con il suo 54,6% è al primo posto sul nostro territorio. Uno dei nostri primi obiettivi dovrà quindi essere creare le condizioni perché tutte queste persone restino qui e non debbano per forza andare lontano per cercare un lavoro qualificato».

Com’è secondo lei la qualità della vita di Carrara e della nostra provincia?

«Dal punto di vista naturalistico e della qualità della vita – ha proseguito la prima cittadina - la nostra provincia ha tantissimo da offrire. La mia stessa storia personale e professionale nasce proprio da considerazioni di questo tipo. Quasi vent’anni fa io ho scelto di non andare via e di crearmi il mio lavoro qui, a casa mia, perché ero consapevole che questo fosse il posto migliore dove poter conciliare esigenze professionali e private. Non è stato facile, ma ho dimostrato che era possibile allora e oggi lo è ancora di più».

In questo può essere d’aiuto ridisegnare il concetto di smart-working per invogliare altri lavoratori a trasferirsi da noi e lavorare in una realtà più “a misura d’uomo”?

«La pandemia ci ha dimostrato che il lavoro agile può essere una grande risorsa per il nostro territorio – ha spiegato Arrighi - che però ha bisogno di modernizzarsi sotto il piano dei servizi e delle infrastrutture per diventare attrattivo per tutti quei professionisti che vogliono allontanarsi dalle città».

Per dare risposte all’attuale situazione economica, su cosa si potrebbe puntare?

«Un’altra sfida importante – ha aggiunto Serena Arrighi - è quella di andare a formare direttamente sul nostro territorio quelle professionalità altamente specializzate che i settori principali della nostra economia ci richiedono. È per questo motivo, anzitutto, che io credo fortemente nella creazione degli Its, istituti tecnici superiori, chiamati a rispondere alle necessità di oggi e alle sfide di domani. Il primo, riguardo la meccanotronica, partirà spero presto e sarà poi contemplato anche un ramo declinato sulle specificità del marmo nella nostra città».

E sul tema delle nostre scuole superiori?

«Meritano ovviamente grande attenzione – ha concluso la sindaca - perché i loro percorsi possono essere ripensati nell'ottica delle richieste del territorio a cominciare, per esempio, dalla nautica, sempre alla ricerca di lavoratori specializzati. Investire su formazione e conseguentemente sul lavoro significa investire sul futuro della città nel suo complesso, visto che si andrebbe a innescare un circolo virtuoso che porterebbe ricadute su tutti gli altri settori tra cui, ovviamente, il commercio locale, che si trova da troppo tempo in una spirale involutiva, la cui tendenza non può essere invertita con i soli aiuti esterni».

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di Redazione web