Sicurezza
Le bare affiancate di madre e figlio e un silenzio irreale. L’addio di Villafranca a Matteo e Franca
Una cerimonia sobria come avrebbero voluto i due morti quasi insieme. È stata recitata la preghiera del donatore di sangue per ricordarne l’impegno civile
VILLAFRANCA. Due bare affiancate, nella piccola chiesa del paese. Tanto piccola da riuscire ad accogliere solo in parte gli amici, i parenti, tutti coloro che hanno voluto dare l’addio a Matteo Veroni, 45 anni, e alla madre Franca Porta Scarta che di anni ne aveva 78 ed è morta a circa quattro ore di distanza dal figlio, la notte della vigilia dell’Epifania.
Villafranca, sotto la pioggia, ieri ha dato l’addio a Matteo e Franca: un funerale sobrio, come – sostengono gli amici – avrebbero voluto la madre, commerciante molto nota in paese, e il figlio, autista di scuolabus.
Ad officiare il rito funebre don Giuseppe Barbieri, il parroco della piccola comunità che nella giornata di ieri si è stretta in un silenzio irreale, ancora sotto choc per la tragedia che ha colpito, e unito nel dolore, un figlio e una madre.
In chiesa (e in parte fuori per la capienza ridotta) c’erano tutti: gli amici di cavallo, i colleghi di lavoro, i clienti di una vita del negozio di mamma Franca. C’era il cuore pulsante di un paese che, davanti a quelle due bare affiancate, si è stretto nel dolore.
Per ricordare l’impegno civile e lo spirito solidale di entrambi dal pulpito è stata letta la “preghiera del donatore di sangue”, un ultimo tributo alla generosità, mai sbandierata, vissuta con discrezione e semplicità, di Matteo e di Franca.
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