Gioco
A Palazzo scoppia il caso Della Pina: 25 firme contro il suo trasferimento
La difesa: «Semplice turnover». Ma sullo sfondo si affaccia lo spettro della “guerra” Persiani -Guidi
MASSA. Non sarebbe uno specifico trasferimento di un dirigente, bensì una più complessiva riorganizzazione dei settori comunali. Rotazione già avvenuta nel corso del mandato amministrativo, sebbene più per motivi di turnover e di missioni, e che ha interessato altri settori. Non c’è ancora nulla di definitivo -per adesso è solo una bozza- e però che questo avvenga a pochi mesi dalle elezioni pare irrituale, o sospetto.
La proposta è di spostare alcuni dirigenti e dipendenti comunali ad altri settori, compresi quelli del settore Lavori pubblici guidati dal dirigente Ferdinando Della Pina. Il dirigente, da anni alla guida del settore che riguarda anche Patrimonio e Protezione civile, è molto vicino a Fratelli d’Italia, compagno della consigliera Sara Tognini ma soprattutto perché l’assessore di riferimento è il segretario provinciale Marco Guidi, lo stesso Guidi ora “rivale” -elettoralmente parlando- del sindaco Francesco Persiani. Le elezioni si avvicinano, e avere un dirigente, seppur figura tecnica, vicino a questa o quella parte politica potrebbe esporre a inconvenienti; riorganizzare il settore, o togliere il dirigente, invece potrebbe ridurre le occasioni per l’assessore di mettersi in mostra. Non va poi dimenticata la “querelle” natalizia sulla mancata installazione di alberi e colonnine a Borgo del Ponte. Il sindaco Francesco Persiani disse che «qualcuno in comune preferisce lavorare contro l’amministrazione», forse riferendosi a Guidi, forse anche a Della Pina. Ciò fece insorgere i sindacati, che chiesero di tenere fuori i dipendenti dalle questioni politiche, ma anche suggerendo la rotazione del personale se davvero si sono verificati certi "sabotaggi".
Rotazione prevista dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), per evitare che nello stesso settore restino per troppo tempo dirigenti o “semplici” funzionari. Questo veniva suggerito a dicembre, e ora è sul tavolo della giunta una proposta in tal senso. Solo che la cosa non è sfuggita ai funzionari dei Lavori pubblici, Patrimonio e Protezione civile, che anzi hanno scritto a sindaco e segretario generale per rivedere questa ipotesi. Circa 25 firme, dove i dipendenti ripercorrono i risultati raggiunti con il dirigente, «il quale ha creato un gruppo di lavoro coeso e collaborativo, che ha saputo superare le criticità connesse alla complessità del settore gravato da elevate responsabilità e carichi di lavoro che negli anni sono andati ad aumentare. Auspichiamo per il futuro di poter continuare a svolgere le nostre mansioni», perché ricordano e concludono i lavoratori, la normativa interessa tutto il personale, «e non si capisce perché se ne chieda l’applicazione solo nei confronti di Della Pina».
Anna Maria Mosti, Rsu dell’ente e della segreteria Csa, prende le distanze da ogni bega politica, sebbene ricordi che la rotazione segue un principio di equità e trasparenza: «La legge nasce per evitare che in settori con elevato rischio di corruzione come dettato dalla normativa vigente in materia, ad esempio i Lavori pubblici , restino sempre le solite persone. Anche perché i settori lavorano per obiettivi, e ricevono “premi” e incentivi a seconda delle performance», che nel settore Lavori pubblici possono anche essere elevati. «A fare le valutazioni è il dirigente, e ciò può esporre a situazioni dove questa può essere condizionata da anni di lavoro insieme. La rotazione è da anni che nel settore non viene fatta, e per questo ribadisco a sindaco e segretario generale che sarebbe opportuno intervenire, dando ossigeno alla macchina, prevenendo fenomeni di corruzione, ed evitando che le stesse persone vengano valutate da anni dallo stesso dirigente».
Mosti prende atto della lettera dei colleghi; «però il settore necessita di una rotazione proprio per dare la possibilità ad altri dipendenti di percepire gli incentivi dati dal settore. Altrimenti sarebbe anche una disparità a livello di trattamento economico. Le professionalità ci sono, i Lavori pubblici si è ossigenato con nuove assunzioni, e i dipendenti “storici” allora possono ruotare. Non è giusto che solo alcuni prendano incentivi», conclude Mosti che comunque ricorda di lasciar fuori i dipendenti comunali dalle beghe politiche.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
