Il Tirreno

L’impianto

Quei tempi d’oro della Portuale: il campo dei Pini pronto a rinascere

di Michela Nicolai
Quei tempi d’oro della Portuale: il campo dei Pini pronto a rinascere

Il racconto dell’ex presidente Giorgio Orsini. I problemi legati al fondo in sintetico mai fatto

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CARRARA. «Giocavamo il campionato di eccellenza 2003-2004, per seguire il derby contro il Viareggio il pubblico era salito anche sul tetto degli spogliatoi». Il flash back è di Giorgio Orsini, penultimo presidente del Marina La Portuale dal 2002 al 2012. Sono passati dieci anni da quando la tribuna del campo dei pini non ospita spettatori e su quel rettangolo in terra battuta - che ha visto crescere intere generazioni - il futuro è ancora incerto. Il viavai di ragazzi con il borsone in spalla di fronte ai cancelli sta diventando un ricordo sempre più sbiadito. Era il 2013 e l'impianto di via Firenze si chiudeva per provvedere alla sostituzione del fondo sabbioso - teatro di tanti contrasti di gioco - con un manto in erba sintetica. Un progetto da 800mila euro, che prevedeva anche il rifacimento di spogliatoi, recinzione e sistema d'illuminazione. Purtroppo finì come sappiamo: dove c'erano giocatori che si rincorrevano sul campo - sterrato che fosse - oggi c'è un terreno abbandonato e incolto.

«Era esploso il boom dell'erba sintetica, sembrava fosse la soluzione all'usura a cui i campi dilettanti sono soggetti - spiega Orsini - La Portuale all'epoca aveva più di 300 tesserati che a rotazione si allenavano tutti i giorni. L'amministrazione comunale, per rinnovare la convenzione, ci chiedeva di rifare l'impianto, ma l'operazione economica mi è sempre sembrata insostenibile. Lasciai per questo motivo».

Il testimone passò ad Armando Ferretti che fece partire i lavori preliminari, interrotti quasi subito per il fallimento della ditta esecutrice. Da allora, la società si è sciolta, l'attività sportiva non è mai ripresa e la struttura è rimasta inutilizzata.

Il campo dei Pini negli ultimi anni ha attraversato vicende controverse: a tratti dimenticato, ha rischiato anche di essere cancellato dalla ricostruzione di un nuovo polo scolastico, sulla scorta del progetto della giunta Cinque Stelle - poi riconvertito - di cui sportivi e marinelli per la verità non si erano mai fatti una ragione. Tanto che è nato un movimento di attivisti a difesa dell'impianto, trascinato dall'allenatore degli anni d'oro, Aldemaro Bill Vanelli, da Paolo Cucurnia e dal mitico Carlo Attuoni, storico dirigente sportivo ed ex giocatore della Portuale. In 2.500 hanno firmato la petizione per opporsi all'ipotesi smantellamento, oggetto di flash-mob di protesta e discussioni politiche (l'ultima interrogazione sulla struttura è stata presentata dal consigliere della Lega, Andrea Tosi, un paio di settimane fa). Segno che il campo dei Pini è un pezzo di storia della città, a cui sono legati i ricordi dei tanti che, in tempi diversi, hanno vestito la maglia giallo-amaranto.

Su facebook il gruppo «Rifonda la Portuale» è una carrellata d'immagini a ritroso fino agli anni '60. Scorrono foto di squadra, anche in bianco e nero, con i commenti di chi cerca a memoria di ricostruire le formazioni. E poi scatti del campo dall'alto (di un'era in cui non c'erano i droni), vecchi articoli di giornale degli anni '70. Un amarcord che per molti - lo si capisce da quello che scrivono - è sempre un tuffo al cuore. Chissà se hanno un po' di nostalgia anche quei residenti in rivolta per la polvere che si sollevava quando c'era da spianare il campo. «Dal vicinato chiamavano regolarmente la municipale - ricorda Orsini - Non erano di supporto, ma mi ci ero abituato».

l nuovo anno si aprirà con un sopralluogo sull'impianto della commissione comunale Sport. La promessa arriva dall'assessore Lara Benfatto, con la conferma che la destinazione d'uso dell'area non si tocca: «La nostra giunta punta al recupero della struttura per renderla polivalente. Abbiamo concordato una seduta ispettiva della commissione consiliare per fare una valutazione degli interventi necessari e una stima dei costi da sostenere. Svolte queste verifiche, apriremo la manifestazione d'interesse per assegnare la gestione». Buoni propositi per il 2023. Con la speranza che questa volta - dopo tante delusioni - li vedremo realizzati.

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