Gioco
Variante Aurelia, Massa si spacca: le ragioni del sì e quelle del no
I favorevoli: salva Turano. I contrari: solo una gettata di cemento
MASSA. C’è chi dice Sì, c’è chi invece dice No alla variante Aurelia. Questioni di vivibilità di un intero quartiere da un lato, che però fanno da contrappeso ad un ingente investimento, con consumo di suolo, ma senza per questo sortire gli effetti sperati, anzi spostando in un altro centro abitato il traffico.Il ministero delle Infrastrutture ha sbloccato diverse opere attese da anni, tra cui appunto la variante Aurelia.
Si tratterebbe del primo lotto, il più importante, che prevede la realizzazione del tracciato Canalmagro-stazione, cioè una strada che dalla rotonda di via Pellegrini alla stazione porterà camion e automobili davanti all’Opa. 43 milioni di euro, che spostano il traffico da una zona abitata come Turano. Il fatto però è che per arrivare sul nuovo tracciato, camion e auto dovranno pur transitare da altre strade, come via Carducci, strada già suscettibile di congestionamenti anche fuori dagli orari di punta; di conseguenza, per i No variante si tratterebbe solo di spostare il traffico in un altro centro abitato, dove pure arriverà la casa della Salute e nuovi supermercati.
Quindi tanti soldi, importanti gettate di cemento, ma senza risolvere del tutto il problema, anzi acutizzandolo in certe zone. Intanto, a Turano ne fanno una questione di vivibilità, ad oggi insostenibile. Francesco Aliboni del comitato del Sì, 68 anni vissuti sempre lì in zona, ha ben presente il mutamento che ha avuto l’Aurelia: un tempo strada dove i ragazzini giocavano a contare le targhe delle auto, tanto erano poche, oggi invece diventata un’arteria per il traffico di camion e auto. Ciò significa case che tremano ad ogni passaggio di mezzi pesanti, emissioni, insicurezza: «Qua ci sono case dove esci e sei sulla strada, a due passi dai camion. La gente cresce, invecchia, e se sei anche poco claudicante non ci provi nemmeno ad andare dall’altro lato della via».
E poi i rumori costanti, di clacson e motori, che rimbombano dentro e fuori le abitazioni. «Oggi a Turano è il caos. Se si riuscisse ad eliminare almeno il problema del camion si potrebbe tornare ad un barlume di vivibilità. É da una vita che sento dire "noi moriremo prima della variante", tanto è attesa. Ora speriamo abbia davvero un seguito, perché sarebbe un evento». Ma non tutti la pensano così. Il comitato del No alla variante Aurelia comprende i disagi di Turano, e non li mette in dubbio; solo non è questa la soluzione. Intanto, dice il comitato con una nota, «i 43 milioni di euro erano riservati per l’intero percorso da Turano fino a Romagnano», quindi via Carducci compresa.
È questa strada a destare preoccupazioni, per il sommarsi del traffico della variante e della casa della Salute. I due progetti cozzano tra loro, dice il comitato e poi Carlo Massa, uno dei responsabili del gruppo. Lui fa un esempio di vita quotidiana: il figlio studia ad Avenza, e tutte le mattine prende il treno. Capita però che alle volte debba portare lui il ragazzo a scuola, ma anziché fare via Carducci passa piuttosto da Marina di Massa, perché fa prima; «il tragitto è più lungo, ma meno trafficato, perché dopo le 8 meno 20 via Carducci è impercorribile».
C’è poi il tema ambientale, non trascurabile. Si gettano tonnellate di cemento in aree vergini, andando quindi in controtendenza con le nuove necessità di aree verdi, ma - ricorda il comitato - «si è visto cosa è successo in alcuni casi con la costruzione di nuove strade: infiltrazioni di mafia e rifiuti pericolosi seppelliti». La soluzione non è spostare i camion da Turano, ma spostarli fuori dalla città. Usiamo i treni, o l’autostrada.«La variante Aurelia non serve a nulla: solo blocca la città per altri 50 anni. In tempo di crisi è corretto spendere 30 mila euro euro al metro? Sperando bastino», conclude il comitato rivolgendosi al sindaco Francesco Persiani e all’assessore Marco Guidi: «Ci avevano promesso un incontro ma stiamo ancora aspettando una chiamata. Vorremmo capire perché più di mille elettori dovrebbero cambiare idea sulla inutilità della Variante».lIvan Zambelli.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
