La manifestazione
Il testarolo da piatto povero diventa prelibatezza gourmet: tutto grazie ai tartufi
Agricoltore e guida ambientale crea un impasto speciale a cinque stelle
PONTREMOLI. Dopo la storia dell’agricoltore più giovane della provincia apuana – il ventiduenne Sergio Pagani – che si è messo a coltivare grani antichi a Mocrone di Villafranca, da cui ricava una speciale farina semi integrale con cui produce testaroli biologici, c’è un altro imprenditore agricolo che sta contribuendo a far evolvere il testarolo da piatto povero della tradizione lunigianese a piatto gourmet nella ristorazione. Parliamo di Simone Mori: anche la sua esperienza, come quella di Pagani, si intreccia al progetto di Campagna Amica di Coldiretti, il canale di vendita diretta delle imprese agricole dove i testaroli possono essere acquistati. Per raccontare la storia di Simone Mori dobbiamo partire da un binomio: tartufi e funghi: anzi, di tartufo a cinque stelle.
È a Pontremoli, che la storia del testarolo si incontra con quella di Simone Mori, 49 anni, nato tra queste montagne, agricoltore e guida ambientale escursionista; non solo: è anche – e soprattutto – uno dei più esperti cercatori di tartufi in Italia. Per sostenere il suo progetto di elevare i testaroli da piatto povero a piatto cinque stelle, Mori ha iniziato a seminare il grano da cui ottiene la farina, l’ingrediente principale dei testaroli, e ha ricreato in un ettaro di terreno le condizioni ottimali per allevare tartufi. I tartufi nascono nelle profondità del terreno attorno alle 750 piante che ha piantumato alcuni anni fa. È una piccola “miniera” figlia della sua grande conoscenza e a esperienza. «Ho unito la mia passione per i boschi, di cercatore, con quella per il piatto principale della cucina della mia terra – spiega Mori – I tartufi e i funghi che coltivo e trovo in natura nei nostri boschi vengono messi nell’impasto. Il risultato finale è un prodotto di grande qualità, una novità gastronomica a cinque stelle, che resta però fedele alla sua ricetta tradizionale e sopratutto al territorio che la esprime».
«Il 92% delle produzioni tipiche nasce nei piccoli borghi grazie all’impegno degli agricoltori nel conservare e tramandare la salvaguardia delle colture agricole storiche – spiega Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara – La Lunigiana è meta gettonata per chi cerca una vacanza nella natura insieme alla vera tradizione contadina a tavola. I testaroli, e così tanti altri prodotti della nostra terra, hanno un ruolo decisivo nella promozione, nella crescita e nello sviluppo di piccole filiere agricole ed agroalimentari».
Per informazioni www. massacarrara. coldiretti. it oppure pagina ufficiale Facebook @coldirettimassacarrara.
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