Il Tirreno

Il caso

Non paga l’affitto da sette anni: sfratto esecutivo a don Euro

di Alessandra Vivoli
Non paga l’affitto da sette anni: sfratto esecutivo a don Euro

Luca Morini è stato condannato in primo grado a sette anni e mezzo per una vicenda che ha destato scandalo nella comunità apuana. La diocesi apuana si riprende la casa di via Taffaria dove vive l’ex parroco

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MASSA.La diocesi si riprende la casa, in via Taffaria, dove viveva da sette anni, senza versare un centesimo di affitto, Luca Morini (don Euro) . Per l’ex sacerdote all’orizzonte (il 23 gennaio) lo sfratto esecutivo e il ritorno nella sua terra di origine, Pontasserchio.

La casa della diocesi

Non lo si vede più in giro per la città da anni, ma tutti sanno dove vive e come. Luca Morini, ex parroco della diocesi di Massa Carrara Pontremoli, condannato in primo grado a sette anni e mezzo per tentata estorsione all’ex vescovo monsignore Giovanni Santucci e per sostituzione di persona, nell’ormai famosa inchiesta partita da festini gay con giovani escort, ora dovrà lasciare la casa di Marina di Massa, in cui vive fin dai primi tempi dello scandalo. Nella bifamiliare di Marina di Massa l’ex parroco andò a stare, per la precisione, nel 2016, senza aver mai pagato un euro di’affitto. Era stato l’allora vescovo, Giovanni Santucci, a trovargli quella sistemazione.

E, a quanto pare, Morini era ben intenzionato ad andare avanti così, senza pagare neppure le utenze (acqua, gas e luce) .

Le cose sono cambiate quando la diocesi, con il commissario apostolico Ambrosio, prima, e il nuovo vescovo Mario Vaccari dopo, ha deciso di mettere la parola fine a questa situazione.

La causa civile

Ad occuparsi della casa della diocesi, e dello sfratto a Morini, sono state due avvocatesse, Elisabetta Borri e Ilaria Bondielli.

L’iter è presto ricostruito. Prima è partita, nell’aprile del 2021 (con l’arrivo del commissario apostolico Gianni Ambrosio) la richiesta del canone di affitto (500 euro) all’ormai da tempo ex sacerdote. A metà gennaio dello scorso anno, è scattata quindi l’istanza di sfratto, per morosità. Il tentativo di mediazione non è andato a buon fine: l’ex sacerdote non ne ha voluto sapere di sborsare quanto dovuto.

A questo punto, per volontà del giudice Massimo Ginesi del tribunale di Massa, è partita la causa civile: il 19 dicembre è stato stabilito che Luca Morini deve lasciare immediatamente (in quanto moroso) l’immobile di proprietà della diocesi. In caso contrario il 23 gennaio lo sfratto diventerà esecutivo.

Una vicenda che riporta la villetta dove ha vissuto e continia a vivere (ancora per poco) don Euro nella completa disponibilità della diocesi apuana.

La vicenda

L’ex parroco della diocesi di Massa Carrara Luca Morini nel febbraio scorso è stato condannato (in primo grado) a sette anni e mezzo di carcere per alcuni episodi dell’intricata vicenda che lo ha visto protagonista.

L’ex religioso, ridotto allo stato laicale in seguito allo scandalo, era stato invece assolto per il reato di cessione di sostanza stupefacente e auto-riciclaggio, oltre che per l’accusa di estorsione nei confronti di una suora e per il reato di sostituzione di persona riguardo un episodio con un escort. La condanna a sette anni e sei mesi gli era stato inflitta perché si sarebbe finto un magistrato con altri suoi presunti amanti e per una presunta estorsione al suo ex vescovo di Massa Carrara, monsignor Giovanni Santucci, non più guida della diocesi toscana.

Lo scandalo

A far scoppiare lo scandalo nel 2015 la denuncia di un escort, a cui Morini si sarebbe appunto presentato come un magistrato, che avrebbe svelato spese in cene, viaggi e costose spa, oltre che festini hard. Durante l’inchiesta al sacerdote furono anche sequestrati 700.000 euro e pietre preziose per altri 150.000 euro. Quattro gli escort costituitisi parti civili a cui il tribunale ha riconosciuto complessivamente 14mila euro di risarcimento danni.

Una sentenza, quella di primo grado, che – lo ricordiamo – è stata appellata dalla difesa di Morini che quindi si ripresenterà davanti ai giudici di Genova il prossimo gennaio.

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