La manifestazione
Sequestro di persona: due arresti, uno abita a Carrara
In carcere un cittadino dominicano residente a Carrara e un ecuadoregno. Fermati per un controllo, l’italiano che era con loro in auto: «Vogliono uccidermi»
CARRARA. Sequestro di persona: è questa l’accusa, pesante, di cui deve rispondere un cittadino straniero abitante nella nostra città, arrestato in flagranza di reato a Genova. Sulla vicenda c’è il più stretto riserbo, non filtrano molti particolari anche perché gli investigatori vogliono vederci chiaro.
Partiamo dal fatto, che risale alla giornata di sabato. A quanto sembra, per un normale controllo di routine, la polizia di Genova ferma un’auto: a bordo ci sono il cittadino straniero residente a Carrara (il dominicano Joel De Jesus Castillo Tapia, 34 anni), un cittadino ecuadoregno (Holger Ernesto Wila Quinonez, 42 anni) e un nostro connazionale. Appena la vettura si ferma, l’italiano scende, si precipita dagli agenti e dice: «Per fortuna ci avete fermati, questi due mi avevano costretto a salire in macchina con loro e mi hanno sequestrato. Volevano uccidermi». Da lì, scatta l’operazione in flagranza: i due stranieri vengono arrestati, portati in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, e iniziano anche le verifiche sul racconto dell’italiano. Sembra certo che i due fossero disarmati e quindi è da capire come potessero aver convinto il nostro connazionale a seguirli. Tutti elementi al vaglio degli investigatori e della magistratura di Genova; a quanto risulta, sarebbero stati sequestrati i telefoni cellulari dei due arrestati, e attraverso l’analisi di questi si potranno avere degli elementi in più, anche in rapporto a quanto potrà essere estrapolato eventualmente dal telefonino del presunto sequestrato.
Il fatto come detto risale a sabato, l’interrogatorio di garanzia c’è già stato e Castillo Tapia, assistito dall’avvocato Giuseppe Del Papa, si è avvalso della facoltà di non rispondere; l’arresto è stato convalido e resta in carcere.
I due, se riconosciuti colpevoli, rischiano una pena significativa: il codice penale (articolo 605) stabilisce che “Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni”.
Un range ampio, proprio perché ci sono vari possibili sequestri: ad esempio, anche se un rapinatore chiude un impiegato di banca in una stanza è di fatto un sequestro di persona, decisamente meno grave, se non ci sono conseguenze, rispetto al caso di cui stiamo parlando nell’ipotesi che i due stranieri stessero davvero portando l’italiano da qualche parte per privarlo della libertà o addirittura, come riferito (da verificare, ovviamente), per ucciderlo. Ogni ulteriore riflessione però è prematura, bisogna attendere gli sviluppi dell’inchiesta, che, a quanto trapela, sarebbe molto importante.
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