La protesta
Muore sul lavoro a 46 anni, il pianto della compagna: «Marian amore mio, con la tua ti sei preso anche la mia vita»
MASSA. «Amore mio, vita mia, non posso accettare che non sei più al mio fianco». È il messaggio disperato della compagna di Marian Simulescu, l'operaio di origini romene rimasto vittima dell'incidente sul lavoro accaduto due giorni fa in un cantiere edile a Marina. Ana Maria ha pubblicato il post sulla sua bacheca Facebook: la foto di coppia in cui lei e Marian sorridono e poche parole nella loro lingua di origine, anche se il futuro avevano deciso di progettarlo qui in Italia. Una prospettiva spezzata da quel volo di oltre cinque metri dal tetto di una palazzina in ristrutturazione. «Ti sei preso tutta la mia vita con la tua - scrive la giovane - Non ne posso più amore, non respiro, come faccio a vivere senza di te, come vivo ora, papà?». Aveva 46 anni Marian ed era un padre di famiglia. Nelle parole della sua Ana c'è tutto il dolore per una scomparsa improvvisa, che lascia senza fiato chi pensava che la sua assenza sarebbe stata di poche ore, quelle di una normale giornata di lavoro. «Rimarrò sempre tua e solo tua - conclude Ana - riposa in pace, mio angelo custode».
Le indagini
La dinamica della tragedia - che si è verificata all'incrocio tra viale Mattei e via Pontremoli - è ancora tutta da chiarire. Sarà l'inchiesta della Procura a fare luce su come il lavoratore sia precipitato dai ponteggi che erano stati montati per eseguire sulla villetta interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico. Sul posto, lunedì mattina, erano intervenuti il 118, i vigili del fuoco e, più tardi, i tecnici Asl per eseguire i rilievi. I sanitari hanno tentato l'impossibile per rianimare Marian e neanche la vicinanza del Pronto Soccorso del Noa lo ha salvato. L'operaio - che non ha mai ripreso conoscenza dopo l'impatto con il suolo - è morto in ospedale. Sul corpo del muratore - da quanto trapela - sarà eseguita l'autopsia. Poi i parenti, quando avranno il nullaosta del magistrato, riporteranno Marian a casa in Romania, dove verrà sepolto. Gli amici della comunità romena si starebbero già attivando per sostenere anche economicamente la famiglia in questo momento difficile. Non è escluso che venga organizzata una colletta per consentire il rientro della salma in patria. La partecipazione Arrivano messaggi di cordoglio dal mondo del sindacato e dell'associazionismo. «Non conosciamo le dinamiche di quanto accaduto, proviamo solo sconforto» - scrivono Daniele Battistini e Franco Borghini, segretari generali rispettivamente di Feneal Uil e Uil Area Nord Toscana. «Vicinanza alla famiglia - prosegue il comunicato - una triste notizia che ancora una volta colpisce al cuore il mondo del lavoro. Lo ribadiamo in ogni occasione: quella sulla sicurezza è una battaglia sociale che dobbiamo portare avanti con tutte le forze. Il nostro territorio spesso viene colpito da infortuni sul lavoro. Il comparto delle costruzioni è drammaticamente esposto a questo tipo di emergenza, registrando negli ultimi anni una percentuale di infortuni ancora più alta, dovuta a ritmi e carichi di lavoro pesanti. Servono risposte strutturali per aumentare i controlli e implementare le attività di prevenzione e monitoraggio nelle aziende». Partecipazione al dolore è stata espressa anche da Azzurro Donna Massa Carrara: «Marian, sei mancato all'affetto dei tuoi cari nella maniera più ingiusta che ci possa essere, l'ennesima vittima sul lavoro».
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