Il dolore
Aggressione a Guidi e Amorese a una cena di Fratelli d’Italia
Spunti, insulti, spintoni e una lettera di minacce: gli autori sarebbero anarchici
MASSA. Prima gli insulti, poi gli sputi e gli spintoni, infine una lettera con minacce di morte. L’episodio è accaduto lunedì sera all’onorevole Alessandro Amorese e al segretario provinciale di Fratelli d’Italia Marco Guidi, aggrediti da due persone che – dalle prime ricostruzioni – sembrerebbero vicine ad ambienti anarchici. A riferire l’accaduto è il segretario Guidi: racconta che il partito stava tenendo una cena di Natale all’interno di un locale. La cena stava per iniziare e le persone si stavano riunendo nell’ingresso. Tra queste, anche due ragazzi che il segretario non conosceva, ma trattandosi di una cena provinciale a cui partecipava la giovanile di partito, pensava si trattasse di neo iscritti. I due stavano ordinando la pizze d’asporto. Prese le pizze, poi non pagate, hanno iniziato ad insultare i presenti, gridando loro “fascisti di...”, “morirete”. Tutto è avvenuto in una manciata di minuti: alle parole seguono spintoni, sputi, poi i due si dileguano. Lì per lì l’episodio, seppur grave, pareva concluso; gli esponenti di Fratelli di Italia hanno pensato a due persone esagitate, di altra opinione politica che si erano trovate in mezzo ad una cena di partito. E invece è emerso che i due non erano capitati nel locale casualmente: «Quando siamo rientrati nel ristorante, il titolare ci ha consegnato una lettera, lasciata dai due, che dopo tante frasi deliranti sul governo Meloni e le classi operaie concludeva con la “A” di anarchia e soprattutto con la minaccia che i prossimi a morire, in caso di decesso del loro leader, saremmo stati noi». Un episodio che segue quello avvenuto una decina di giorni fa quando la sede del partito in piazza Aranci è stata imbrattata con alcune scritte, di notte, mentre si moltiplicano gli attacchi e le minacce al partito e alla Presidente Giorgia Meloni. Un attacco, «che non colpisce solo la persona, ma anche la libertà di espressione politica a cui tutti hanno diritto», il deputato Alessandro Amorese ha commentato quanto accaduto durante la cena. «Un atto – ha continuato – frutto di un clima d’odio e che va condannato, e non alimentato da un silenzio che rischia di trasformare in complici chi lo pratica». Il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi parla di «un fatto grave e vergognoso, che merita di essere condannato severamente. Non è la prima volta che certi personaggi colpiscono esponenti del nostro partito. Un atto vergognoso che mina la libertà e l’espressione politica di un’Italia democratica. Un atto che fomenta il clima di odio non ci faremo intimidire».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
