Finanza
Proteste per gli addobbi a tema Disney: «Non sono natalizi», ma il prete prova a placare gli animi: «Basta polemiche»
Don Marino prova a placare le discussioni sugli addobbi a tema fiaba. «Pensiamo alle cose serie, alle tante persone che sono in difficoltà»
CARRARA. Alla fine ci prova lui, don Marino Navalesi parroco di Avenza, a mettere la parola fine (forse il non tanto auspicato lieto fine) sul Natale a tema fiabe.
La parola a don Marino
«Io credo che le cose importanti siano altre, che non sia il momento di fare polemiche poco utili – afferma don Navalesi – pensiamo alle famiglie in difficoltà che sono tante. Queste devono essere le priorità».
«Il Natale a tema favole? Io credo che la tradizione, il senso del Natale dobbiamo spiegarlo noi, parroci, nelle nostre chiese – conclude – Non si può prescindere da tutto quello che, negli anni si è legato a questa festa. Il tema fiaba non mi sembra lesivo della nostra tradizione».
Sul tema delle luminarie, intanto in città i riflettori restano comunque accesi.
L’avvocato Vatteroni
Ad entrare nel merito in modo creativo ci prova anche l’avvocato – e star dei social – Michele Vatteroni, che ha indicato quello delle luminarie come “un appuntamento irrinunciabile di polemiche e di lamenti”, in grado di far impazzire la città. Soprattutto quella che imperversa sui social network. “Nani Brontolo e Maghe Magò all’attacco”, scrive l’avvocato, sottolineando come siano attacchi “a prescindere”, prima ancora di vedere cosa verrà fatto. E allora via alle zuffe verbali, “con la bava alla bocca e il coltello tra i denti mai così avvelenati come a dicembre”.
“Chi comanda decide, chi è all’opposizione stronca. E i carrarini non perdono l’occasione di fare i Carrarini”, prosegue Michele Vatteroni. L’avvocato poi fa un’altra osservazione, rivolta a tutti coloro che vedono l’erba del vicino sempre più verde, che magari apprezzano la vicina Sarzana, ma che se vedessero gli stessi allestimenti in stile “bazar” davanti agli Animosi, alzerebbero le barricate. E per concludere, ipotizza un estremo con una fantasia ironica: se venissero Mina e Barbra Streisand a cantare in Duomo i classici di Natale, c’è chi le accuserebbe con del body shaming, asserendo che ormai non le considera più nessuno e che sarebbero “le solite lagne”.
Andrea Ghinoi
«Non sono brutte, ma sono scarse» - sono invece le parole sulle luminarie del commerciante Andrea Ghinoi, a cui manca principalmente il senso della tradizione. «Manca la classicità dell’albero in piazza duomo – ha aggiunto – ma anche le colonne dell’accademia illuminate». Ghinoi accenna anche all’entrata di San Ceccardo priva di luci, rimarcando che al tema delle fiabe avrebbe preferito un qualcosa di più natalizio.
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