Il dolore
Sogegross, Power Marine insiste: ecco perché è meglio l'esproprio
Nonostante il parere contrario dell’amministrazione comunale, secondo Power Marine ci sono gli estremi per espropriare alla Sogegross il lotto ex Dalmine. L'azienda ha inviato una nuova nota alla commissione urbanistica
MASSA. Nonostante il parere contrario dell’amministrazione comunale, secondo Power Marine ci sono gli estremi per espropriare alla Sogegross il lotto ex Dalmine, perché un centro commerciale all’ingrosso andrebbe a snaturare la zona industriale. A dirlo è la Power Marine di Oscar Corbelli, con una nota inviata alla commissione Urbanistica per ribadire dove risiederebbe, a suoparere, l’interesse pubblico per procedere in tal modo. Nuovo capitolo quindi nel braccio di ferro tra Sogegross e Power Marine, che vedono quell’area in zona ex Dalmine come il luogo ideale per il rispettivo sviluppo.
Sogegross, proprietaria dal 2018, vorrebbe farci un centro per il commercio all’ingrosso, ed ha chiesto una variante urbanistica; Power Marine, invece, ha commesse tali da richiedere un ampliamento dei propri impianti, e l’area ex Dalmine sarebbe ideale, data la vicinanza all’autostrada e l’assenza di ostacoli per il trasporto di barche fino al porto di Marina di Carrara. Ma il terreno non è suo, e Sogegross non intende cederlo. Power Marine ha avanzato una proposta di esproprio al Consorzio Zona Industriale (Zia) ed al comune di Massa, che ha facoltà di attivare questi procedimenti.
Era il novembre 2021, ma la proposta cadde nel vuoto; semmai partì la variante urbanistica, a cui Power Marine rispose con un ricorso al Tar, ancora in corso. Passano i mesi, e la variante arriva in commissione Urbanistica, dove i commissari hanno voluto studiare le carte e confrontare le due proposte. Prima è andato Corbelli ad illustrare il proprio progetto, poi il direttore di Sogegross Antonio Mantero, e infine l’assessore all’Urbanistica di Massa Maura Ferrari che completò il quadro dicendo, tra varie cose, che l’esproprio non era fattibile perché tali misure si eseguono in ragione di un interesse pubblico, che però secondo la giunta comunale non c’è.
«L’unico interesse che notiamo -aveva detto l’assessore- è solo quello di Power Marine». Ieri è tornata a riunirsi la commissione. E, come detto, a margine di questa riunione è giunta una nuova nota di Power Marine, in risposta alle parole dell’assessore Ferrari. Per Corbelli esisterebbero tutti i presupposti per attivare il procedimento, perché l’interesse pubblico sta nella promozione ed espansione della Zona industriale apuana. Power Marine ha sì interesse nell’attivazione dell’esproprio -così da poter concorrere in un secondo momento al bando di gara- «ma ciò non significa che il procedimento espropriativo sia strumentale ad un interesse privato», bensì «assicurerebbe la migliore realizzazione dell’interesse pubblico attraverso la reindustrializzazione dell’area».
Power Marine vorrebbe infatti realizzare un capannone industriale, in coerenza con l'attuale destinazione d'uso. Diversamente, «mutarne la destinazione in commercio all’ingrosso porterebbe ad aumenti nei flussi di traffico ed emissioni inquinanti, dovuti al via vai giornaliero di mezzi anche pesanti», e poi «determinerebbe nei confronti di tutte le industrie della Zia un pregiudizio di natura economica, che porterebbe ad un depontenziamento d ell’intero comparto industriale-navale». Riportando i pareri negativi del Consorzio, Corbelli giunge a dire che l’approvazione della variante Sogegross costituirebbe «un “ingombrante” precedente», che legittimerebbe analoghe e future istanze».
Il tempo però inizia ad essere tiranno, come ha osservato il presidente della commissione Luca Guadagnucci (Fi). Posto che Massa decida di espropriare, non è detto che sia Power Marine a vincere la gara; ma poi c’è da aspettarsi un ricorso di Sogegross, che sicuramente non vuol perdere un terreno comprato a caro prezzo pochi anni fa. E già questa battaglia legale avrebbe tempi abbastanza lunghi. Forse troppi per Power Marine, che ha commesse nell’immediato futuro. Ciò detto, l’iter in commissione della variante è concluso. Giovedì è in calendario il voto per il parere della commissione, per poi passare in consiglio comunale. E in entrambe le sedi al netto dell’ipotesi Power Marine si intravede battaglia, perché votare la variante non significa solo “variare” la destinazione d’uso dell’area, ma anche creare un precedente, come notato da Corbelli e poi dalla consigliera Dina Dell’Ertole (Iv). «Se passa-ha detto la consigliera- non è che la prossima volta si potrà dire di no».
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