Il dolore
Sogegross, il Comune fa chiarezza «Variante urbanistica necessaria»
In commissione consiliare il punto sul futuro del lotto ex Dalmine
MASSA. Il chiarimento in punta di regolamento arriva dagli uffici comunali e dall’assessore all’Urbanistica Maura Ferrari: la variante Sogegross è senza dubbio necessaria per consentire nel lotto ex Dalmine un fabbricato di commercio all’ingrosso, altrimenti non possibile con un semplice permesso a costruire. L'amministrazione scioglie i dubbi emersi nella precedente seduta dell'assise, quando il direttore del settore Sviluppo di Sogegross Antonio Mantero aveva detto che secondo loro questa variante non serviva, ma era stata avviata solo per agevolarne l’iter. Niente di tutto ciò, hanno chiarito da Palazzo civico.
La variante
«La variante è senza dubbio necessaria», ha detto l’assessore Ferrari, «perché lì siamo in zona industriale, e il commercio all’ingrosso non è previsto. Sogegross presentò nel settembre 2020 una richiesta di permesso a costruire, ma il settore Pianificazione rilevò che non poteva essere accolta. L’unica strada percorribile era la variante al Regolamento urbanistico, presentata nel maggio 2021, che l'amministrazione accolse giacché rispettava tutti i criteri previsti: ricade nel perimetro urbanizzato, riqualifica un’area dismessa, realizza standard pubblici e posti di lavoro». Chiarito questo aspetto, vista la presenza dell'assessore il presidente della commissione Luca Guadagnucci ha chiesto se la variante sia ancora opportuna, visto il progetto e relativa richiesta di esproprio di Power Marine e il parere contrario del Consorzio zona industriale alla variante.
Power Marine
Il fatto è che le richieste di Power Marine non sono ricevibili, ha risposto Ferrari: «Gli espropri si possono fare solo per pubblico interesse, e l’unico interesse che notiamo è soltanto di Power Marine. Secondo, anche con l’esproprio il terreno non verrebbe dato a loro, ma andrebbe gara. Per cui ad oggi l’unica proposta è di Sogegross, e siamo determinati ad andare avanti, fermo restando il voto del consiglio comunale».
Il dibattito
Quasi tutte le domande dei commissari sono slittate ad una prossima seduta, vista la necessità di approfondimenti tecnici per le risposte; tuttavia, l’architetto Lorenzo Tonarelli ha risposto ai consiglieri Stefano Alberti e Uilian Berti, che lamentavano la contrarietà della variante al Piano strutturale, perché il commercio all’ingrosso cambierebbe la fisionomia della zona. Ma la variante non contrasta con il Piano strutturale, ha precisato l'architetto. «Tant’è che già adesso nella zona non ci sono solo attività industriali o artigianali, ma anche commerciali, direzionali o servizi. Per cui delle modifiche sono accoglibili, a patto che non si vada a snaturarne la vocazione». Ad esempio, come è stato poi ricordato da Guadagnucci, in zona industriale c'è già un grossista di pesce e alcuni depositi per il marmo. In tal senso, le attività commerciali in zona industriale non sarebbero così estranee. Tuttavia, come era stato fatto notare in precedenza, queste è vero che esistono, ha detto Berti, ma sono collegate all’attività produttiva principale: lavorazione del pesce, oppure taglio dei blocchi. «La proposta Sogegross, invece, prevede un punto per il commercio all’ingrosso tout-court, e questo è l’elemento dirimente per accoglierla o meno».
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