Sicurezza
Cermec, nuovo grido d’allarme: «Carta e plastica vanno a Lucca»
Rsa e sindacati: sembra merce da svendere, solo Carrara si impegna
MASSA CARRARA. Su Cermec, le rappresentanze sindacali aziendali, la Fp Cgil e la Uiltrasporti tornano a manifestare preoccupazione. Scrivono infatti: «Siamo preoccupati! Come lavoratori e rappresentanti sindacali aziendali non possiamo non dire il nostro sconcerto per le ultime vicende relative al futuro di Cermec. Non è solo un problema di garanzia del nostro posto di lavoro ma del ruolo che un’azienda pubblica dovrà avere nel nuovo panorama del ciclo dei rifiuti a livello d’Ambito Toscana-costa. Siamo frustrati dai continui “cambi di orizzonte” ai quali abbiamo assistito dalla costituzione di RetiAmbiente ad oggi: la permuta delle quote, no la vendita delle quote, no l’acquisto dell’azienda, no il contratto d’affitto degli impianti; Cermec sarà una Sol (Società operativa locale, come quella appena costituita in Lunigiana, ndr), anzi no. Siamo rimasti interdetti dalla gestione della vicenda ErreErre: all’asta fallimentare partecipa Cermec, no, RetiAmbiente, no Ersu, no – alla fine – Asmiu (col bel risultato di aver fatto lievitare il prezzo e fatto aggiudicare il capannone a un privato)».
E ancora: «Anche l’ultimo incontro (disertato da Ato e dal Comune di Massa – uno dei due soci) ha il sapore dell’ennesimo “traccheggio” se non della beffa. A quanto si è saputo nella bozza di contratto in via di definizione, per garantire a Cermec il finanziamento delle bonifiche e degli adeguamenti Aia (che, tra l’altro, erano precisi impegni assunti dai Soci in sede concordataria) lo stesso Cermec dovrà sottoscrivere un atto nel quale si decreta la chiusura delle linee di recupero di carta e cartone e della plastica, che andranno a Pioppogatto (impianto gestito dalla Sol Ersu in provincia di Lucca). L’impressione è che, più che a guardare all’efficienza e alla tutela di un servizio pubblico, oggi si guardi al Cermec come una merce da svendere». E aggiungono: «In tutto questo ci sentiamo di dover ringraziare il Comune di Carrara nelle persone della Sindaca e dell’Assessore alle partecipate che hanno messo e stanno mettendo tutto il loro impegno per portare a compimento tutte le procedure per dare un futuro a Cermec, cosa che non riscontriamo nei “pari” massesi. La maggior parte di noi, negli ultimi dieci anni, ha dato il proprio contributo – non piccolo, crediamo – al risanamento economico (e vorremmo dire anche “morale”) di questa azienda. Lo abbiamo fatto accettando, in prima istanza, tagli economici e blocco del turn over, per cui siamo passati da 58 dipendenti nel 2010 a 40 a fine 2021. In quello sforzo di risanamento, comunque, abbiamo creduto e continuiamo ad esserne fieri: l’incremento della nostra produttività e la gestione di elevate quantità di rifiuti indifferenziati in arrivo da altri territori ha consentito di pagare tutto l’ingente debito, riducendo la tariffa concordataria fino a valori non distanti dal mercato e anche accumulando una consistente liquidità. E oggi? In pochi sembrano pensare al Cermec in termini di “risorsa”; in pochi sembrano rendersi conto del reale “valore” di un impianto che ha garantito e garantisce la chiusura del ciclo dei rifiuti della Provincia. Insomma: non saremo, quindi, più una Sol. Vorremmo però non doverci rassegnare ad essere lasciati Soli».
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