Il Tirreno

Idrovora a Poveromo, il Consorzio pubblica la variante urbanistica

di David Chiappuella
La recente consegna delle 1.200 firme al sindaco
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La recente consegna delle 1.200 firme al sindaco

Possibili osservazioni entro 30 giorni, raccolte 1.200 firme contrarie

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MASSA. Il Consorzio di bonifica Toscana nord, con una comunicazione firmata lo scorso 17 novembre dal responsabile unico del procedimento Maurizio Rocchi, avverte che la nuova soluzione progettuale dell’intervento di “Ripristino reticolo idraulico minore dell'abitato Ronchi Poveromo ed altri comuni di Massa e Carrara I stralcio”, che costituisce proposta di variante urbanistica, è depositato all’Ufficio “U.O. Progettazione - Nuove Opere - MS - Espropri”, nella sede del Consorzio, a Viareggio, dove può essere preso in visione previo appuntamento (referente geometra Claudio Razzoli tel. 0584/439923; email: claudio.razzoli@cbtoscananord.it) o visionato e scaricato direttamente al link: https://www.cbtoscananord.it/bandi-e-gare/conferenza-dei-servizi/poveromo2022. Chiunque ne abbia interesse può presentare osservazioni entro 30 giorni dalla data di inizio di tale pubblicazione. «L’obiettivo specifico del progetto -si legge nel progetto definitivo (“Relazione paesaggistica”), firmato lo scorso febbraio dall’architetto Franco Tazzini- è quello di realizzare un intervento propedeutico, ad ulteriori altre opere da eseguire successivamente, lungo l’asta idrica del fosso di Poveromo, per la riduzione del rischio idraulico. Per tutto il tratto di intervento, -spiega il professionista- verranno consolidate le sponde, con la messa in opera di massi ciclopici non cementati, che poi, con il tempo, naturalmente tenderanno a riempirsi di materiale organico terroso, per cui, in breve, tenderanno ad inerbirsi con piante spontanee autoctone». Per la sistemazione delle aste idriche si procederà da valle verso monte, per cui il progetto prevede l’adeguamento della sezione, con l’inserimento di un’idrovora, la cui portata massima sarà di 4 metri cubi al secondo. «Tale intervento, -scrive Tazzini- ad eccezione delle opere strutturali propedeutiche per l’impianto idrovoro, che per gran parte risultano interrate, è da considerarsi come intervento che utilizza principalmente tecniche di ingegneria naturalistica. Inoltre, non viene alterato lo skyline naturale della costa e dell’immagine collettiva verso monte e verso mare». «Gli interventi -assicura Tazzini- non modificheranno sostanzialmente lo stato attuale dei luoghi, non modificheranno la percezione del contesto paesaggistico circostante, contribuendo alla messa in sicurezza idraulica dell’area, con un sostanziale impatto positivo sulla componente ambientale e sociale». Queste rassicurazioni, però, non convincono Italia Nostra sezione Massa e Montignoso, presieduta da Bruno Giampaoli, la quale, sposando le tesi degli ingegneri idraulici Carlo Milani e Roberto Vercelli, sostiene che il progetto del Consorzio di bonifica, anche nella versione con l’idrovora ridotta e traslata poco più a monte, sarebbe costosissimo e devastante. Forte di questa convinzione, l’associazione ambientalista ha consegnato oltre 1200 firme raccolte tra i cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’idrovora a Poveromo nelle mani del sindaco Francesco Persiani, il quale, a sua volta, ha espresso la totale contrarietà sua e dell’amministrazione massese al progetto dell’idrovora.


 

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