Attenzione
Caprette attaccate alla gola e sbranate: c’è l’incognita lupo a Carrara
Non è ancora certo che si tratti di questi predatori. Incontro a Bonascola con biologi e carabinieri forestali
CARRARA. Negli ultimi due secoli non si registrano attacchi del lupo all’uomo: lo dice il tenente colonnello dei carabinieri forestali Gordon Cavalloni nelle linee guida dell’atteggiamento da tenere al cospetto dell’animale, che lui ha messo a punto. Alcuni stralci di esse sono stati letti ieri durante la commissione consiliare sicurezza – presieduta da Silvia Barghini – che si è riunita dopo le numerose segnalazioni dei cittadini di Bonascola che indicherebbero la presenza di lupi nella zona. Alla commissione ha preso parte Arianna Porta, medico veterinario dell’Asl. Dalla commissione è uscita la necessità di fare un incontro dedicato al tema: il 5 dicembre.
I dati a disposizione
Un dato è certo: ci sono caprette di razza nana sbranate. Al momento però non si può affermare con assoluta certezza – informa la professionista – che le povere bestiole siano state aggredite da lupi “veri” o, piuttosto, da altri predatori. Si procede, insomma, con molta cautela. «Il primo esame è stato fatto su due esemplari di proprietà di Domenico Morelli – dettaglia la veterinaria Porta – residente nella zona di Montelivero; il fatto risale a ottobre; fra l’altro nei giorni precedenti al fatto, era passata da lui una guardia forestale. Qualche giorno più tardi, c’è stato il ritrovamento di due caprette uccise, di proprietà di Arianna Sodini: in questo caso una era stata sbranata e l’altra presentava il morso alla gola, che potrebbe essere il modus operandi di un lupo, ma non essendovi prove, come tracce, feci, peli e altri reperti fisiologici, non ho potuto certificare che si trattasse di quel tipo di predatore».
Il quadro
Alcune segnalazioni hanno fornito particolari su come si muoverebbero questi predatori, che sarebbero in grado di saltare staccionate di protezione, o, nel caso fossero troppo alte, di passarvi sotto. Al centro della commissione è stata messa la sicurezza dei residenti. Bisogna ricordare però che – nel caso in cui si trattasse davvero di lupi – il lupo è un animale protetto. E «I poteri di un Comune in merito – ha detto la presidente Barghini –sono molto limitati. Crediamo tuttavia che sia importante informare correttamente i cittadini sui comportamenti da tenere, sentendo esperti che possano dipanare i dubbi». Da qui è stata presa una decisione importante: ecco quale.
L’incontro
Lunedì 5 dicembre alle 18 alla Chiesa della Madonna del Cavatore a Bonascola, si terrà un incontro pubblico proprio dedicato al tema del lupo. Ci sarà la sindaca Serena Arrighi, i biologi Paola Fazzi e Marco Lucchesi, il tenente colonnello Gordon Cavalloni. Come dicevamo, quest’ultimo ha redatto alcune linee guida sull’atteggiamento da adottare nel caso in cui dovessimo incontrare un lupo.
Il Vademecum
«Innanzitutto – ha specificato Cavalloni – è bene premettere che il lupo non costituisce in Italia un pericolo significativo per l’uomo». Poi un dato essenziale: «E anche adesso che il numero del principale canide selvatico italiano ha raggiunto il numero di oltre tremila esemplari sparsi in tutta la penisola (fonte Ispra), non si sono registrati casi di attacchi predatori a adulti o bambini». Il tenente colonnello ha precisato che «Il lupo ha un naturale timore dell’uomo e cerca di tenersi a distanza»; «L’unico rischio per l’uomo di essere morso è in caso di animali affetti da rabbia o di individui “confidenti”». Per la rabbia bisogna dire che «una politica veterinaria adeguata ha portato a debellare questa malattia sia nel cane domestico che nei canidi selvatici come volpe e lupo. Non resta dunque che evitare di trasformarlo in un animale “confidente”; e questo dipende da noi: è bene evitare l’esposizione di rifiuti alimentari di notte e in contenitori aperti; o ancora, tentare di avvicinarlo: meglio fare rumore e agitare le braccia. Altra questione è la tutela dei nostri animali da compagnia e da lavoro: i cani sono visti dal lupo come un competitore da eliminare o come una preda; mentre per il bestiame sono necessari, secondo Cavalloni, recinzioni o ricoveri notturni; o, ancora meglio, bisognerebbe dotarsi di cani da guardiana come i pastori maremmani (ovviamente, addestrati).
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