Il Tirreno

Il caso

Prende una bombola del gas e minaccia «Faccio saltare casa»: finisce alla sbarra

di Michela Nicolai
Prende una bombola del gas e minaccia «Faccio saltare casa»: finisce alla sbarra

La scena è avvenuta dopo un litigio familiare davanti ai poliziotti. L’uomo, 32enne, è a processo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale

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MASSA. Era una lite familiare come tante quella scoppiata nel maggio scorso in una palazzina di via dei Loghi. A dare in escandescenze era stato un trentaduenne, residente con la madre e il fratello. I due, temendo che potesse succedere qualcosa di grave, avevano chiamato il 112 per chiedere aiuto. All’arrivo della volante della polizia, la situazione però era degenerata. Il ragazzo aveva reagito contro gli agenti e li aveva minacciati di far saltare in aria lo stabile. Per questa vicenda ora il trentaduenne è stato rinviato a giudizio. Il fascicolo è nelle mani della pm Elena Marcheschi e l’imputato – difeso dall’avvocato Corrado Ceccarelli – dovrà rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Tutto era cominciato da una banale discussione tra le mura domestiche. Un litigio che forse aveva esasperato il giovane, psicologicamente già provato dalla fine della relazione con la compagna. Quello scatto di rabbia incontrollata aveva convinto i familiari a richiedere l’intervento delle forze dell'ordine. Troppo complicato gestire lo stato di agitazione del ragazzo, con un passato difficile. Lui, quando ha visto la polizia sul posto, ha avuto una reazione violenta e inaspettata. Di fronte agli agenti che cercavano di calmarlo, ha preso tra le mani una bombola a gas e una scacciacani, minacciando un gesto estremo. Forse pensava di non avere più nulla da perdere, dopo la fine della sua storia d'amore. Neanche la presenza dei suoi affetti più cari lo ha trattenuto, l’uomo è apparso da subito in una condizione di totale mancanza di lucidità.

«State lontani, non vi avvicinate o faccio esplodere tutto» aveva intimato ai poliziotti, che erano entrati in casa con il solo obiettivo di rasserenare gli animi e identificare i residenti all’interno dell’abitazione. Nessun tentativo di mediazione ha funzionato, il ragazzo non si decideva ad abbassare revolver e bombola. Una scena da film, che purtroppo rischiava di avere conseguenze reali e drammatiche. Attimi di tensione risultati interminabili. A quel punto, per evitare il peggio, uno dei due agenti è stato costretto ad estrarre e utilizzare il taser, che le forze dell’ordine all’epoca dei fatti avevano in dotazione solo da un paio di mesi. L’intervento, il primo a Massa portato a termine con l’uso della pistola elettrica, è stato risolutivo. Per il giovane ovviamente è scattata la denuncia e il prossimo 7 marzo si troverà di fronte alla giudice monoAntonella Basilone per la prima udienza del processo.l

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