Sicurezza
Ferì un 50enne alla gola con un vetro rotto in un pub: condannato l’aggressore
L’uomo dovrà pagare anche le spese processuali e quelle di parte civile (quantificate in 3.870 euro)
CARRARA. Una zuffa finita male, un bicchiere spaccato usato come lama e un uomo di cinquant'anni arrivato in ospedale con un taglio alla gola.
Per quell'aggressione - avvenuta al Grizzly pub nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2017 - è stato condannato in primo grado a un anno e un mese di reclusione Riccardo Giovannelli, 33 anni, carrarese, difeso dall'avvocato Marino Leva del Foro della Spezia.
Una pena in linea con la richiesta della pm Laura Pischedda. L'imputato - lo ha stabilito la sentenza pronunciata dalla giudice Valentina Prudente - dovrà pagare anche le spese processuali e quelle di parte civile (quantificate in 3.870 euro), mentre l'ammontare del risarcimento del danno sarà definito in altro giudizio (i 7.500 euro già versati alla vittima non sono stati ritenuti sufficienti).
Del resto, l'accusa iniziale per Giovannelli era di tentato omicidio, derubricata solo in un secondo momento in lesioni aggravate. Il ferito - parte civile all'interno del procedimento, assistito dall'avvocato Giuseppe Del Papa - aveva riportato un taglio al collo, giudicato guaribile in dieci giorni. Stando ai referti medici, l'uomo è stato fortunato: sarebbero bastati pochi centimetri e il fendente avrebbe potuto essere mortale. Erano le due di notte, quando un diverbio tra i tavoli del pub aveva scatenato un parapiglia, in cui - loro malgrado - erano rimasti coinvolti diversi clienti, poi chiamati a testimoniare in tribunale. Giovannelli - stando alla ricostruzione della Procura - dopo aver spaccato un bicchiere avrebbe utilizzato un frammento di vetro di 10 centimetri per colpire il cinquantenne in più punti, procurandogli un'altra ferita da taglio sulla gamba. L'uomo riportò anche un'ecchimosi all'arcata sopraccigliare, accertata dai medici del pronto soccorso del Noa. Fu l'intervento dei carabinieri a riportare la calma nel locale di piazza Alberica. I testi ascoltati in aula in fase di dibattimento avevano ricostruito con precisione la dinamica dell'accaduto, ricordando che si era trattato di un'aggressione particolarmente violenta e che il ferito aveva perso molto sangue.
Al centro della lite una ragazza che si sarebbe seduta al tavolo con altre persone, tra cui l'uomo poi colpito dal fendente. Lui era intervenuto per difendere la giovane - sua conoscente - perché Giovannelli, arrivato nel pub, così è stato ricostruito, avrebbe cominciato a offenderla.
Il tentativo d'intromettersi nella discussione aveva finito per scatenare la reazione dell'imputato, poi denunciato e finito a processo.
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