Il Tirreno

Il processo

Carrara, fa pedinare la moglie: ora è accusato di stalking

di Michela Nicolai
Carrara, fa pedinare la moglie: ora è accusato di stalking

Geloso di un amico, le aveva installato anche il gps in auto

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CARRARA. Quell’amicizia era diventata un po’ troppo ingombrante all’interno della coppia. Messaggi e telefonate sul cellulare di lei, toni sempre più confidenziali avevano insospettito il marito. Così l’uomo, mentre il matrimonio dava i primi segnali di crisi, ha cominciato a seguire la moglie e, per togliersi ogni dubbio sul possibile tradimento, ha deciso di affidarsi a un’agenzia investigativa. La decisione, scoperta dalla consorte, gli è valsa una denuncia per stalking.

Lui ora è a processo, difeso dall’avvocato Valter Mattarocci, con l’accusa di atti persecutori nei confronti della ex. Il titolare del fascicolo è il pubblico ministero Marco Mansi, ma ieri in aula – a sostenere le ragioni dell’accusa – c’era il pm Massimo Pennacchi. Il paradosso è che la coppia, di recente, si è separata consensualmente, mentre il procedimento penale a carico dell’imputato va avanti perché il reato è procedibile d’ufficio. La donna peraltro è già stata sentita nell’incidente probatorio e nell’ultima udienza, di fronte alla giudice Antonella Basilone, sono stati ascoltati i testi della Procura: la madre di lei, una sua amica e una vicina di casa.

Il matrimonio tra i due coniugi è naufragato dopo undici anni e la nascita di una bambina. Colpa – stando agli atti – del rapporto troppo stretto tra la moglie e quell’amico di famiglia, che nei messaggi la chiamava «amore mio» e si presentava a casa sempre più spesso. Il legame ha fatto scricchiolare l’unione coniugale, spingendo il marito a far seguire la partner da un investigatore privato. Non solo. Anche lui avrebbe cercato di pedinarla, di controllarne i movimenti durante la giornata. Peccato che lei se ne sia accorta, trovando in auto il gps che serviva a monitorare i suoi spostamenti. Nella querela per stalking vengono riportate anche scenate di gelosia e scatti d’ira tra le mura domestiche che la donna avrebbe subìto: il coniuge –secondo l’accusa – durante una discussione le avrebbe lanciato contro il passeggino della figlia. Motivi per i quali è stato disposto nei confronti dell’uomo un divieto di avvicinamento alla ex moglie, ancora in vigore. Il marito ha trascorso anche un mese agli arresti domiciliari per aver violato la misura cautelare. Oggi l’uomo è libero ma dovrà affrontare il processo, aggiornato al 13 dicembre.


 

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