Il dolore
Sindaco di Massa, il Pd lancia le primarie
All’incontro nella sede del Partito democratico tutti i vertici locali per fare la quadra. Il segretario Ricci: martedì un tavolo con il centrosinistra per definire il percorso
MASSA. La volontà di ricucire e di lasciarsi i dissidi alle spalle c'è tutta. E a riprova ieri mattina nella sede del Pd c’erano tutti i vertici locali, solo qualche assente ma per motivi di lavoro. Dallo “storico” ex sindaco Roberto Pucci alle nuove leve dei Giovani Democratici Lorenzo Mosti ed Ergest Cobaj, passando per i consiglieri comunali Gabriele Carioli e Stefano Alberti, il vicesegretario Giovanni Ricci e Giovanna Santi, l’ex deputata Martina Nardi insieme al consigliere regionale Giacomo Bugliani. Tutti insieme, ma a parlare è significativamente solo il neo segretario Enzo Ricci, che anzi frena alle possibili candidature di questa o quella parte. Del resto il momento è gravido di impegni. C'è un governo di destra, c’è il congresso del partito, soprattutto ci sono le amministrative a Massa. E il Pd non vuole che al governo resti l'attuale coalizione. Ma per farlo, occorre intanto risolvere i problemi interni, e poi aprire ad un percorso condiviso con le altre forze del centrosinistra. L’occasione è la prima uscita della nuova segreteria comunale del Partito democratico, dove Ricci apre con un elenco programmatico, e valoriale: comincia dal lavoro, passando poi al welfare, produzioni industriali e ambiente, la gestione dei beni comuni, le infrastrutture anche digitali, la riduzione delle disuguaglianze. E in quest’ottica si basa la sfida delle amministrative: «Il nostro obiettivo è chiaro, vogliamo tornare al governo della città. Però non seguendo una mera sostituzione, ma con una visione di lungo termine, che vada oltre il mandato di quattro o cinque anni. Un visione trentennale di sviluppo, che possa così dare una prospettiva ai giovani». Per farlo, ha riconosciuto il neo segretario, «bisogna intanto riprendere una dialettica interna che faccia convergere la discussione in una sintesi condivisa. Serve evitare -ha sottolineato- scontri di cui poco si sente bisogno». Ma soprattutto, secondo Ricci il campo democratico deve tornare ad essere lo spazio del dialogo, il luogo politico dove costruire possibili alleanze, e dove il Pd deve essere un soggetto indispensabile. Da qui l'apertura alle primarie aperte a tutte le forze politiche che si indentificano in un percorso condiviso. Tanto quelle in consiglio comunale, ma anche quelle fuori come Azione o Unione popolare. «Martedì ci sarà un tavolo a cui abbiamo invitato tutte le forze del centrosinistra. Ciò che ne verrà fuori sarà la base su cui costruire un percorso che possa identificare una candidatura unitaria. Noi siamo aperti e non escludiamo nulla». Tuttavia, nel centrosinistra qualcuno si è già mosso. Fabio Evangelisti, ad esempio, dovrebbe lanciare a giorni la propria candidatura, mentre all’interno del Pd si starebbe spingendo per l’ex ambasciatore in Russia Cesare Maria Ragaglini. E allora la domanda non poteva che essere: il Pd proporrà Ragaglini alle primarie? «Le autocandidature stanno venendo fuori in modo un po’ così. Noi stiamo avviando questo percorso, e non c’è l’identificazione di questo o quel componente. Per cui, in questo momento il nostro candidato non è né Ragaglini, né Evangelisti, né chiunque si autocandidi. Faremo un percorso insieme alle altre forze politiche e le associazioni del territorio. Lì vedremo qual è la soluzione migliore».
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