Il Tirreno

La vertenza

Sanac, sostegno compatto da consiglieri e giunte di Costa

Sanac, sostegno compatto da consiglieri e giunte di Costa

Consiglio comunale congiunto a palazzo Ducale, a sostegno agli oltre 100 lavoratori Sanac in occasione della scadenza della terza manifestazione d’interesse: «Questa ora è diventata la vertenza di Massa-Carrara»

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MASSA. In tutto 55 consiglieri, 2 deputati, più le giunte comunali di Massa, Carrara e Montignoso: uomini e donne, di destra e di sinistra, centro o civici. Sensibilità diverse, ma riunite in un consiglio comunale congiunto a palazzo Ducale, a sostegno agli oltre 100 lavoratori Sanac in occasione della scadenza della terza manifestazione d’interesse per trovare possibili acquirenti dell’azienda. Un consiglio che non si vedeva da anni, almeno dai tempi della Eaton, ma necessario vista la situazione che incombe su Sanac, dai tratti paradossali, anzi, da «teatro dell’assurdo» come l’ha definita il sindacalista Fiom Umberto Faita. Sanac è in amministrazione straordinaria dal 2015, dopo aver subito i contraccolpi dell’ex Ilva di Taranto, suo principale cliente. L’ex Ilva poi divenne Acciaierie d’Italia, società pubblico-privata partecipata al 40% da Invitalia, e nel 2017 ricevette un fondo da 1 miliardo di euro, però svincolati dalla filiera; da allora Acciaierie compra altrove, interrompendo le commesse a Sanac. Acciaierie ha pure un debito di 23 milioni con Sanac, e pur facendo decreti ingiuntivi Taranto vi si oppone. É proprio questo il significato del teatro dell’assurdo, perché Sanac, è stato sottolineato, rischia di chiudere non perché è un’azienda fallita, ma perché lo stato attraverso Invitalia segue pure logiche di mercato, non paga i debiti, sebbene sia sempre lo stato a gestire Sanac.

Cinque governi

«Dal 2015 -ha detto Faita- ci sono stati cinque ministri, altrettanti governi. C'è un'evidente responsabilità politica, e se oggi siamo qua è solo grazie a questi lavoratori ed ai sindacati. Noi in Sanac ci crediamo, perché questa non è un'azienda decotta»; infatti basterebbe che Acciaierie ripartisse con le commesse. «Non possiamo perdere questa partita: abbiamo visto la Dalmine, l’Olivetti, Sintec, la Nasa, la Barsanti macchine, la Eaton. Questa non è più la nostra vertenza, è la vertenza di Massa-Carrara».

Lavoratori che hanno trovato il pieno sostegno prima dei sindaci, poi dei parlamentari e infine dei 55 consiglieri. «Da noi la vicinanza non è mai mancata -ha detto il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti- piuttosto è mancato l'ascolto: non so se sono state fatte passerelle dei politici in questi anni ma so per certo che il risultato è stato zero. Questo è il fallimento della politica e di chi non ascolta i territori. Ho inviato decine di lettere a ministri e sottosegretari, ma la risposta è sempre stata zero. A questo bisogna dire basta, andando sotto il ministero a dire che vogliamo essere ascolti. Sanac ha professionalità che non possono essere disperse».

Il sindaco di Massa Francesco Persiani ha invocato unità, sollecitando tutti a votare la mozione. «Già oggi la trasmetteremo ai più alti tavoli, per far sentire la voce di un territorio unito senza distinzioni. Dobbiamo difendere l’occupazione, i lavoratori e le loro famiglie».

Anche la sindaca Serena Arrighi ha usato simili parole, ma estendendo il ragionamento alla politica industriale del paese. «Dobbiamo iniziare a riflettere dove davvero conviene comprare e a quale prezzo, perché spesso il basso prezzo delle merci cela violazioni dei diritti dei lavoratori, umani o dell’ambiente. E questi invece dovrebbero essere fattori determinanti per le strategie nazionali ed europee. Dobbiamo fare sì che la filiera dell'acciaio resti in Italia e per farlo lo stato deve avere un ruolo da protagonista e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».

I parlamentari

Però anche i parlamentari possono e devono fare la loro parte, come richiesto dalla mozione congiunta. Ieri c’erano i neo eletti Andrea Barabotti (Lega) e Alessandro Amorese (FdI), che hanno spiegato come intendono agire. Intanto, ha suggerito Barabotti, inserire Sanac tra le aziende da aiutare con la prossima manovra finanziaria, visto che l'azienda sta pure risentendo del rincaro energetico. E poi con i colleghi presentare un’interrogazione per capire qual è la strategia industriale del governo. Amorese ha già parlato con il ministro Adolfo Urso, ma promette di alzare il tiro, andando a coinvolgere i colleghi dei territori dove sorgono gli altri impianti Sanac. Un intergruppo, per pressare i vari sottosegretari affinché la parola Sanac «rimbombi» nelle loro teste: «Dovranno pensarci prima di dormire e poi appena svegli, anche al costo di rompergli le p... quotidianamente; e se ci sarà la necessità dormiremo anche in fabbrica, come già detto quando ero consigliere. Vorrei che il ministro o il sottosegretario venissero qui, perché è finito il tempo in cui Massa va a Roma. Ora deve essere Roma a venire a Massa».

Le idee

La questione si risolve nei ministeri, ma anche il territorio può fare qualcosa. Ad esempio, il presidente della commissione Lavoro di Massa Marco Battistini ha organizzato una raccolta firme di tutti i consiglieri, cosicché alla carta intestata segua un simbolo dell’unità del territorio. Il comune di Massa, poi, potrebbe anche vincolare la destinazione urbanistica dell'area, così da evitare possibili tentativi speculativi o varianti, ha suggerito la consigliera di Montignoso Eleonora Petracci e condiviso dai sindaci Lorenzetti ed Arrighi, da Fratelli d’Italia, e poi dal consigliere Pd a Massa Stefano Alberti, che presenterà una mozione in tal senso. Il fronte si è presentato compatto, nonostante un battibecco tra Lorenzetti e l’ex deputato ed oggi consigliere a Carrara Cosimo Ferri, sostanzialmente perché i due si sono rimproverati di non aver fatto abbastanza su Sanac. Dopo si sono chiariti, e però è evidente che la preoccupazione è tanta. Per questo Ferri, già promotore del consiglio, ha chiesto chiarezza al governo, mentre Acciaierie d'Italia «deve adempiere ai debiti contratti e dare spiegazioni sui motivi che l’hanno indotta a cambiare mercato».

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